LORI

(nervosamente, aspro, quasi cattivo, per reagire alla sua commozione e difendersene) La commedia! E l’ho fatta bene, no? Tanto bene, che per un momento ci avete creduto! (Accenna un riso amaro) Ah! ah! E anch’io, ecco qua, senza volerlo (si passa le dita sugli occhi e poi le mostra) fino alle lagrime! (Accostandosi a Flavio) No! Tranquillo, caro, tranquillo!

FLAVIO

Dunque... non è vero?...

LORI

Non è vero! Ho tentato; ma non posso. Mi stomaca. Mi fa piangere...

SALVO

E dunque basta, via...

LORI

(voltandosi di scatto) Non ti va? Eppure dovrebbe seguitare, almeno questa commedia; poichè il dramma passò nella mia vita senza che me n’accorgessi; e non posso più farlo! Ma stai tranquillo anche tu. Non posso far più neanche la commedia. Lo so! Se non la svelavo io, domani andavi a casa loro, a dire che avevi dovuto far le viste di riconoscere davanti a loro l’inganno, per pietà del mio stato; e li avresti persuasi a far le viste di crederci anche loro...