SALVO

Ma no! Perchè t’immagini questo?

LORI

(con forza) Non sono mica un imbecille!

SALVO

Ma chi te lo dice?

LORI

Oh! Vi foste contentati di credermi soltanto un miserabile! Nossignori! Anche un imbecille! Ma io ho potuto essere un imbecille, finchè ho creduto a cose sante e pure: all’onestà! all’amicizia! Ora no, più! E se, per vendicarmi, mi potessi sobbarcare a essere ancora, agli occhi di tutti quel miserabile che m’avete fatto credere, non potrei esser più umile, timido, schivo, quel pover’uomo che andava a fare quella buffonata ogni giorno, là, al camposanto! Lo capite, questo? È chiaro! E dunque... e dunque, io... io... (si guarda smarrito intorno, come se cercasse e non trovasse più via di scampo, e accenna un lieve e vano annaspare delle mani; poi, recandosele al volto) oh Dio, come... come farò più a vivere io?

SALVO

Ma no! Ma perchè fai così?