Il figlio della vicina era fuggito per le campagne. La rovina in due case; lo scompiglio in tutto il paesello per tutta una notte....
E il gatto mica se lo ricordava, un momento dopo, che s'era mangiato il cardellino, un qualunque cardellino; e mica aveva capito che il vecchio aveva sparato contro di lui. Aveva fatto un bel balzo, al botto; era scappato via, e ora — eccolo là — se ne stava quieto, tranquillo, così tutto bianco sul tetto nero a guardare le stelle che dalla cupa profondità della notte interlunare — si può essere certissimi — non vedevano affatto i poveri tetti di quel paesello tra i monti, ma così vivamente vi sfavillavano sopra, che si poteva quasi giurare non vedessero altro, quella notte.
DONNA MIMMA.
I. Donna Mimma parte.
Quando donna Mimma col suo bel fazzoletto di seta celeste annodato largo sotto il mento passa per le vie del paesello assolate, si può credere benissimo che la sua personcina linda, ancora diritta e vivace, sebbene modestamente raccolta nel lungo scialle nero frangiato, a pizzo, non projetti alcun'ombra su l'acciottolato di queste viuzze qua, nè sul lastricato della piazza grande di là.
Si può credere benissimo, perchè agli occhi di tutti i bimbi e anche dei grandi che, vedendola passare, si sentono pur essi ridiventar bimbi a un tratto, donna Mimma reca un'aria con sè, per cui subito sopra e attorno a lei tutto diventa come finto: di carta il cielo; il sole, una spera di porporina, come la stella del presepio. Tutto il paesello, con quel bel sole d'oro e quel bel cielo azzurro nuovo su le casette vecchie, basse, con quelle sue chiesine dai campaniletti tozzi e le viuzze e la piazza grande con la fontana in mezzo e in fondo la chiesa madre, appena ella vi passa, diventa subito tutt'intorno come un grosso giocattolo di Befana, di quelli che a pezzo a pezzo si cavano dalla scatolona ovale, che odora di colla deliziosamente, che ogni dadolino — e ce ne son tanti — è una casa con le sue finestre e la sua veranda, da mettere in fila o in giro per far la strada o la piazza, e questo dado qui più grosso è la chiesa con la croce e le campane, e quest'altro, ecco, la fontana, da metterci attorno questi alberetti qua, che han la corona di trucioli verdi verdi e un dischetto sotto, per reggersi in piedi.
Miracolo di donna Mimma? No. È il mondo in cui donna Mimma vive agli occhi dei piccoli e anche dei grandi che ridiventano subito piccoli appena la vedono passare. Piccoli, per forza, perchè nessuno può sentirsi grande davanti a donna Mimma. Nessuno.
Questo mondo ella rappresenta ai bimbi quando si mette a parlare con essi e dice loro come a uno a uno ella sia andata a comperarli lontano lontano.
— Dove?
Eh, dove! Lontano, lontano....