— Naturalissimo che tu dica così! — rispose con un sorrisetto il Deodati. — Anch'io, per altro, son quasi della tua opinione. Tuttavia penso, chi sa! è presunzione certo ritenere che l'uomo, con questi suoi cinque limitatissimi sensi e la povera intelligenza che gliene risulta.... possa.... dico, possa percepire.... e concepire tutta quanta la natura.... Chi sa quant'altre sue leggi.... quant'altre sue forze e vie ci restano ignote.... E chi sa se veramente.... dico, non si riesca a stabilire.... direi quasi un sesto senso.... mediante il quale non si rivelino a noi.... senza tuttavia riflettersi su la nostra coscienza (e perciò, badate, paurosamente) fenomeni inaccessibili nello stato normale.
— Già! — fece il Bax. — I tavolini giranti e parlanti.... Sesto senso? Autosuggestione, mio caro!
— Eppure! — sospirò il Deodati, che guardava ancora in giro gli amici per coglier l'effetto delle due prime parole. — Eppure.... ecco: io vorrei spiegarmi il perchè di certe nostre paure.... sì, dico.... la paura, per esempio, che ci fanno i morti.... Andresti tu, poniamo, domani o quando che sarà, a dormir solo, di notte, accanto alla cassa mortuaria del nostro povero Naldi, dentro la cattedrale, dove fosse soltanto un lampadino pendente dall'altissima vòlta, tra le grandi ombre, oppresso dalla poderosa solenne vacuità di quell'interno sacro? Oh Dio, il silenzio.... immagina!... e un topo che roda il legno d'un confessionale.... o d'una panca.... giù, in fondo.... sotto la cantoria....
— Dei morti, — disse con calma il Bax, — ho avuto paura anch'io che a buon conto, ohè, medico sono e di morti n'ho visti, come potete figurarvi....
— E tagliati....
— Anche. Veramente allora ero studente. Tu sai che mi son sempre levato all'ora dei galli. Basta, — “Matteo, — mi avevano detto la sera avanti alcuni miei colleghi, — tu che sei mattiniero, domattina di buon'ora va' ad accaparrarti con Bartolo alla Sala Anatomica un buon pezzo da studiare: testa e busto„. Bartolo era il bidello della Sala. Che tipo, se l'aveste conosciuto! Parlava coi cadaveri.... nettava a perfezione i teschi e se li vendeva cinque lire l'uno. Cinque lire, una testa d'uomo! Molte, tuttavia, vanno anche assai meno. Basta.... State a sentire, che vi racconterò come un morto mi spense la candela.
— La candela?
— La candela, sì. Accettai l'incarico dei miei compagni; e il giorno appresso, poco dopo le quattro, mi recai alla Sala. Il cancello innanzi al giardino, che circonda il basso edificio, era aperto, o meglio, accostato: segno, questo, che i becchini avevano già portato il carico alla Sala. Bartolo si vestiva nella stanzetta a sinistra dell'androne, la quale ha una finestra prospiciente il giardino. Io vidi, entrando, il lume attraverso le stecche della persiana. Contemporaneamente, Bartolo udì lo scalpiccio de' miei passi sulla ghiaja del vialetto. — “Chi è là?„ — Io, Bax. — “Ah, entri pure!„ — Abbiamo di già? — “Abbiamo, sissignore. Ma la sala è al bujo. Abbia pazienza un momentino: son bell'e vestito.„ — Fa' pure con comodo. Ho con me la candela. — Entrai. Non ero mai entrato solo, a quell'ora, nella Sala. Paura no, ma vi assicuro che una certa inquietudine nervosa me la sentivo addosso, attraversando quelle stanze in fila, silenziose, rintronanti, prima di giungere alla Sala in fondo. Guardavo fiso la fiamma della mia candela, che riparavo con una mano per non veder l'ombra del mio corpo fuggente lungo le pareti e sul pavimento. I becchini avevano lasciato aperto l'uscio. Sei casse eran posate su le lastre di marmo dei tavolini. I cadaveri giungevano a noi dalle chiese, ancor vestiti, e tante volte anche coi fiori dentro. Un mio compagno, tra parentesi, non si faceva scrupolo di mettersi qualcuno di quei fiori all'occhiello o di comporne qualche mazzolino che poi regalava apposta alle belle donnine: — “Amore e morte!„ — diceva lui. Basta. Reggevo con una mano la candela; con l'altra scoperchiavo cautamente le casse e guardavo dentro. Chi arriva prima, si sceglie il meglio. Io cercavo un bel collo, un buon torace.... Apro la prima cassa. Un vecchio. Apro la seconda. Una vecchia. Apro la terza. Un vecchio. Mannaggia! Faccio per sollevare il coperchio della quarta e — ffff! — un soffio, che mi spegne la candela. Getto un grido, lascio il coperchio; la candela mi cade di mano. — Bartolo! Bartolo! — grido, atterrito, tremando, al bujo. Bartolo accorre col lume e mi trova.... pensateci voi! i capelli irti sulla fronte, gli occhi fuori dell'orbita. — “Ch'è stato?„ — Ah, Bartolo! Apri quella cassa!... — Bartolo apre, guarda dentro, poi guarda me: — “Ebbene? — mi fa. — Una bella ragazza....„ — Prendo animo e guardo dietro le sue spalle. — È morta? — Bartolo si mette a ridere. — “No, viva....„ — Non scherzare! M'ha spento la candela! — “Che ha fatto? Le ha spento la candela? Vuol dire che non voleva esser veduta da un giovanotto così coricata. Eh, poverina, di' un po', è vero?„ E, così dicendo, agitò più volte una mano cerea del cadavere. Bisognava sentire le sue risate, perchè prima le diceva, e poi ci rideva sopra: le sue risate, là, tra tutte quelle casse, mentre l'alba cominciava a stenebrare appena, scialba, umidiccia, l'ampia sala, a cui tutti i disinfettanti non riescono a togliere quell'orrendo tanfo di mucido....
— E che era accaduto? — domandarono due o tre, a questo punto, costernati, a Matteo Bax.
— Gas! — rispose questi con un gesto di noncuranza, e rise allegramente.