Volendo chiamar tali solo quelli che hanno meno di 17 anni, perchè a tale età già si accettano soldati in molti paesi, e non si possono più chiamar giovanetti, io dirò che è vero il fatto che vi presero parte anche giovani di 15, di 14 e 13 anni; ma questo fatto non va esagerato, come sarebbe se si volesse far credere che costituirono il nucleo delle forze insurrezionali. Che abbia dovuto far senso il veder combattere giovanetti di 13 e 14 anni è ben naturale; ma io posso dire, con tutta sicurezza, che vidi anche uomini coi capelli bianchi. Si può dire che vi ebbero parte tutte le età e tutti i ceti; ma il vero nerbo, la lunga lotta perseverante, fu sostenuta dal fior della gioventù fra i 20 e 30 anni, e se aver si potesse una lista esatta dei morti colle armi alla mano, se ne deriverebbe la prova più sicura. Io ho visto parecchi morti e feriti, ma se dovessi accertare quanti di questi erano giovanetti, sarei imbarazzato; il che non vuol dire di certo che non ve n'ebbero, ma in località diverse da quelle nelle quali mi trovai io. Ora egli è un fatto che si possono ben dare individui fortunati che passano incolumi l'intera vita o lunghi periodi di essa, fra i pericoli delle battaglie, ma non corpi interi. Io credo che vi siano stati non pochi soldati di Napoleone I, che hanno fatto tutte le sue campagne senza toccar mai una ferita, ma non vi ebbe certo una compagnia intera che potesse darsi questo vanto. Ora volendo dare nelle giornate di Milano la preponderanza ai giovanetti, converrebbe supporre che fossero in tal numero da formar almeno una compagnia, se anche non s'intenda che dovessero esser uniti e combattere assieme; ma, ammesso pure che fossero sparpagliati su tutti i punti ove si combattè, una perdita proporzionale in morti e feriti, avrebbe dovuto esservi. Si lasci anche in questo, che la verità sia qual'è, perchè coll'esagerarla si svisa e si guasta; ma vi sono persone che non l'accolgono se non a condizione che abbia un po' di belletto.
Come si contenne in generale il bel sesso? Ecco un'altra delle dimande che mi venne più volte diretta in questi od analoghi termini.
Nelle donne vi era un esaltamento più spiccato ancora che negli uomini, e dirò, un esaltamento sublime. Taccio delle terribili angoscie provate da moltissime che avevano mariti e figli impegnati nella lotta, non potendo parlare che di quelle colle quali per qualsiasi ragione venni a contatto o si mostrarono in pubblico. Era nelle donne un affannarsi per cercare di far qualcosa anch'esse, per aiutare, per servire. Ho già menzionato quella giovinetta che nella notte dal 21 al 22 mi venne a chiamare a nome di quel proto ch'era stato ferito nell'affare del Genio; la poverina era tutta spaventata a veder quel sangue, aveva messo sottosopra la biancheria in quella stanza, voleva che le dicessi se la ferita era grave, se sarebbe guarito presto. Io la tranquillai, dicendole, che grave non era, che poteva forse chiedere un po' di tempo a guarire, essendo questo un caso che si avvera nelle ferite al tallone, ma che non essendo medico, non poteva dir nulla di positivo.
Io rammento d'aver visto pochi tripudii in mia vita così vivi ed animati come quello delle signore sui balconi della Corsia de' Servi nel tratto che percorsi da S. Pietro all'Orto al Duomo la mattina del 20, allorchè si sparse la notizia che i Tedeschi avevano abbandonato la Polizia ed il Duomo. Tutti i balconi erano tappezzati di bandiere tricolori; dove pigliassero tanta stoffa ed in un momento la trasformassero in tante bandiere, non saprei dire.
Se chiedevasi qualcosa ad una bottegaia non vi lasciava finire che si affrettava a servirvi. Un giorno, non rammento quale, ma negli ultimi, entro in un caffè, arso dalla sete e chieggo una limonata; mi vien fatta all'istante da una giovane; la bevo e pongo sul tavolo il denaro. Oh giust! mi risponde rifiutando. Non vi è che una persona famigliare col dialetto milanese che possa ben comprender la forza di quell'esclamazione Oh giust! perchè vi contribuisce anche il modo stesso col quale si pronuncia. Tradotta in altri termini, con frasi della lingua colta, equivarrebbe a dire: Ma le pare? Signore mi meraviglio! Non mi faccia questo torto, precisamente come se il non pagare fosse la cosa più naturale.
Signorina, dovetti dirle, se ella non mi permette di pagare, mi toglie la libertà di entrare un'altra volta nella sua bottega. Allora si rassegnò ad essere pagata.
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
Tratta dei millantatori e di reduci dei volontari e forzati esigli, delle adulazioni al popolo; cita il preteso arrivo di un corpo ausiliare polacco — Narra un fatto avvenuto all'autore con un ciarlatano — Tentativo del 29 maggio contro lo stesso Governo Provvisorio.
Ho narrato fatti che, nel complesso, dànno un'idea favorevole della rivoluzione e dello spirito che dominò durante la medesima, per quanto anche que' fatti non possano rappresentare che una piccola parte di tutto quel meraviglioso avvenimento.
Ho detto e ripetuto che colle verità si sparsero anche molte esagerazioni.