Corrono voci contrarie intorno ai disegni dell'Austria. Non è che siano senza fondamento quantunque opposte, ma si è, che altro avevano in mente prima della rivoluzione di Francia ed altro dopo quell'importante avvenimento.

Si diceva cosa positiva che fosse venuto ordine da Vienna di attaccare e come tutti si consolassero non è a dire: ma conosciuta a Vienna la rivoluzione di Parigi, furono mandati contro-ordini con ingiunzione però di preparar tutto ancora come se attaccar si dovesse.

Dire che non sanno più quello che si facciano è dir poco.

Tre giorni sono vi fu consiglio fra il Vice-Re, il Governatore, Fiquelmont, Radetzky e Torresani — si disputò molto, e si concluse nulla. — Spaur parte domani lasciando le redini ad O'Donnell. — Fiquelmont parte oggi. — Ei fece visita a persona di mia conoscenza e disse che trovava impossibile sortire dalla situazione attuale senza guerra — fu l'unico motto politico: il resto furono discorsi inutili. Il governatore Spaur nel mandare agli impiegati la circolare che annunziava la sua partenza, disse che voleva concertarsi a Vienna intorno alle dimande della Congregazione Centrale. Domani in seduta della Congregazione Centrale si legge la risposta data da S. M. agli indirizzi della Centrale e Provinciale, la quale dice in sostanza che non si accorderà nulla di tutto quello che potrebbe alterare i vincoli del Regno L. V. col rimanente dell'Impero, ma solo qualche riforma amministrativa. Ho saputo che furono già spedite diverse copie di quella risposta per cui non ne mando io. Osservo però come si giuoca ridicolmente da questi signori dicendosi dall'uno che va a Vienna per concertare sopra dimande, i 9⁄10 delle quali sono già reiette.

L'unica concessione che si teme assai è quella del sale[44].

Io ti ho già fatto osservare nella mia infelice gita, dalla quale sono tornato così mortificato[45], come fosse della massima urgenza che il vostro Re prevenisse il governo austriaco nel mettere in attività la legge sul sale. La cosa non ammette ragione contraria; poichè o l'Austria non ribassa ed egli innonda i confini lombardi del suo sale e guadagna assai più che il procrastinare sino a luglio e poi il vantaggio continua; o l'Austria ribassa realmente, ed allora nessuno crederà che lo abbia fatto volontariamente, ma che venne obbligata dal Piemonte; lascia poi fare a noi a spiegar questo ai paesani; ma ribassi tosto, altrimenti avverrà il contrario, e non mi farebbe meraviglia che sino al luglio si facesse il contrabbando dalla Lombardia al Piemonte se l'Austria precede.

Le calunnie che la Polizia sparge contro il tuo paese e contro il Re sono incredibili per la loro sfrontatezza. Essa fece spargere che si era proclamata la Repubblica e ch'egli era fuggito; magnificò que' moti anti-gesuitici come cose di Stato, e poi ne disse tante così ridicole che non meritano essere ripetute. Essa crede con tal modo di paralizzare quella popolarità che gli procacciano le sue generose concessioni e che i suoi partigiani, ossia tutti quelli che amano l'Italia, vanno spargendo; ma per carità non ci abbandoni, nè si lasci imporre dalle dimostrazioni di Russia e Prussia che sono spaventatissime della nuova repubblica francese. Che ei venga, ma il più presto possibile mentre adesso tutto è confusione in Austria. Si parlava che Metternich si fosse dimesso: questo non sarebbe bene, perchè come ha cagionato il male, nessuno meglio di lui sa mantenerlo; ma senza curarsi di sapere se sia vera o no tal nuova, è certo che hanno perduto la bussola e se loro si dà tempo di rimettersi, si peggiora la condizione attuale.

L'interno della Lombardia comincia ad essere sollevato dalla presenza di truppa che si concentra al confine, tenendo una linea lunghissima che da Modena e Piacenza si estende sino a Sesto Calende.

La profondità dalle parti del confine che pare il più minacciato, cioè quello del Ticino, è al momento assai forte perchè arriva da quel punto a Saronno ossia 10 miglia, e sono sparpagliati a 300 a 400 per villaggio.

Di uomini di valore e di nota capacità, non si conta che il generale Schönhals, che dicono capo dello stato maggiore.