Nelle quali smisurate spedizioni Carlomagno non tocca se non due sole sconfitte: l'una in Germania, quando i suoi conti son sorpresi dai Sassoni e rotti in un assalto generale; l'altra a Roncisvalle, ne' monti dove perirono Orlando e Olivieri. È da notarsi che in queste due funeste rotte Carlomagno non comandava; esse accadono ai luogotenenti suoi e non a lui; chè nessun de' nemici osa assalirlo di fronte, nè tampoco resistergli; sono sventure accadute fuor della sua presenza, e ch'ei non potè preveder nè impedire. L'imperatore d'Occidente tal è per vigoria di corpo e di mente da a tutto ovviare, tutto prevedere, da riparar le sconfitte de' suoi luogotenenti. Perfetti sono gli elementi onde si compongono gli eserciti suoi, il cui ordito è germanico; egli ha cavalli fortissimi, armi in mano della miglior tempra, inclinato per istinto a vasti concetti strategici, quando pur non usi il metodo romano che fa servire i popoli conquistati al soggiogamento d'un altro popolo; ond'è che si veggono i Lombardi marciar nella guerra contro i Sassoni, i Bavari passar i Pirenei e militare negli eserciti franchi agli assedii di Pamplona e di Barcellona; al mezzogiorno egli rizza accampamenti di gente alemanna; al settentrione conduce Italiani, Goti, Cantabri: metodo questo pur sempre imitato da tutti i conquistatori. In fatti non vedemmo noi dieci secoli dopo, nobili petti polacchi respirar l'aere dell'Andalusia, e le sierre[245] varcate a passo di carriera dai cavalli pasciuti sulle rive dell'Odera e della Vistola? Riferiscon le cronache essersi Carlomagno servito anche d'un altro elemento ad assicurare le sue conquiste. Il quarto secolo, come tempo che fu d'irruzioni, aveva gittato come a dire uno strato di Tartari e Vandali sugli antichi popoli che abitavano il suolo; ora Carlomagno appunto compier potè sì grandi cose in sì circoscritto periodo, chiamando a sè ed all'emancipazione quelle antiche nazioni.

Or, come avvenne che quest'opera cadesse, e in qual modo il fascio si sciolse quasi con la stessa rapidità con cui fu stretto? Tre regni si affaticarono a fondar la monarchia carlinga da Carlo Martello fino a Carlomagno, e questa è l'epoca sagliente: dir potrebbesi di rincontro che tre vite, di Lodovico il Pio, di Carlo il Calvo, e di Luigi il Balbo, si sono pure adoperate ad abbatterlo. Il che non tanto procede dall'indole personale dei principi quanto dalle circostanze, e principalmente dalla naturale riazione che succede dopo un periodo di conquiste. Nulla fare si può contro la natura delle cose; bene è vero che sorgono a quando a quando alcuni spiriti straordinari, i quali facendo forza ai costumi e alla storia dei popoli, gli accostano e congiungono a loro dispetto; questi siffatti uomini, eccezione della natura, uomini dalla man di ferro, si ridon delle nazioni, e daran le medesime leggi e le medesime forme di governo al settentrione e al mezzogiorno, e imporran gli stessi codici alla gente arsa dal sole, ed a quella gelata e intirizzita dai ghiacci. Finchè questa mano poderosa regge gli elementi sparsi, ella può comprimerli; ma fa che la vittoria l'abbandoni, e vedrai allora tutte queste nazioni correre alla loro independenza, alla loro propria natura, al loro istinto, alla storia loro; questo è quanto avvenne dopo la morte di Carlomagno. Il ripartimento fatto da Lodovico Pio, che tanto fu censurato, eragli imposto dalla forza degli avvenimenti; quella battaglia di Fontenoi, in cui si videro tre fratelli in guerra tra loro, altro non era che la significazione delle tre nazioni, che, arrabbiate dalla troppo lunga e forzata union loro, venivano a lacerarsi fra esse; sciolto era il fascio della conquista, ed ogni popolo tornava alla sua prima natura.

La Germania sola restò dell'ordinamento carolino. La Neustria ed una porzione dell'Austrasia, pigliarono il nome di Francia, serbando appena qualche reminiscenza di Carlomagno; la qual Francia si sbrigò alla più presta della schiatta alemanna, per eleggersi a re i suoi conti di Parigi, essendochè il potere sempre più crescente di Carlo Martello, di Pipino e di Carlomagno, altro non fu che una nuova invasion delle Gallie, per parte della nazione tedesca. La stirpe alemanna fu poi anch'essa rimossa dalle nostre frontiere per l'esaltazione dei Capeti, i conti franchi di Parigi, donde avviene che ancor sopravvivono in Germania le instituzioni di Carlomagno, intanto che più orma non ne rimane sotto il terzo lignaggio nella Francia propriamente detta: quel che era germanico tornò germanico, quel che franco era, franco rimase. Poi le popolazioni barbare ributtate da Carlomagno, si precipitarono alla volta loro, per mettere in brani quest'impero che le avea inesorabilmente fatte piegar sotto la sua spada. In questo universal trambusto per fin la Neustria diventa un ducato dipendente dai Normanni, discendenti ed ausiliarii di quei Sassoni che l'imperatore combattè pel corso di trentatrè anni. Gran lezione di politica a tutti i conquistatori che fanno forza ai termini segnati da Dio medesimo: i limiti dei popoli sono i monti, i fiumi, i climi, i costumi; chi gli sprezza per innalzar un ciclopico edifizio, sel vede quasi sempre rovinare in capo. In tutte l'età c'è qualche torre di Babele, e i figliuoli degli uomini son sempre castigati dell'aver troppo ardito e voluto.

Le inclinazioni di Carlomagno, comechè universali talvolta, rimangono quasi sempre germaniche; egli esercita l'autorità sua specialmente sull'Alemagna e sull'Italia, però che queste due estremità dell'impero si tengon per mano; donde avviene che le sue guerre contro gli Unni, gli Schiavoni, i Bavari, pigliano anch'esse un colore mezzo alemanno e mezzo italiano; gli eserciti suoi sono metà germanici metà lombardi; egli procede su due ali, come un'aquila che spieghi l'ampiezza de' suoi vanni; la Germania senza le Alpi e l'Italia senza il Tirolo sono punti mal sicuri, onde Carlomagno inflessibilmente gli unisce. Eguale non è la sollecitudine dell'imperatore nelle guerre meridionali. La spedizione oltre i Pirenei è evidentemente una riazione contro la mossa dei Saracini, rattenuti a Poitiers; e questa rapida corsa in Ispagna, è alcun po' divergente dal militar sistema di Carlomagno: egli ci va una volta sola, fermasi all'Ebro, e torna tosto ad Aquisgrana, e vi mette tanta trascuranza, ch'ei lascia la sua retroguardia disfatta a Roncisvalle; al di là della Loira ei non è più nel suo cerchio. Ma ben egli vigila sull'Italia, perchè la crede indispensabile alla sicurtà della Germania, e intanto ch'egli abbandona l'Aquitania e la Spagna a suo figlio Lodovico, segue passo per passo ogni fatto di Pipino in Italia, e lo seconda e spalleggia con l'armi sue.

Dopo tante fatiche e tante cure Carlomagno ha il dolor di vedere come l'impero ch'egli credea sì forte, può mortalmente trafiggersi; esso non è già assalito in terra ferma, nè in sulle cime de' monti, e nè tampoco nelle pianure, chè nessun l'osa; ma le flotte coprono i mari, e che opporranno a queste i discendenti dell'imperatore? Quella gran mente è colta, così, alla sprovveduta; giunge una nuova forza nimica, ed egli non è parato alla difesa; ben s'affatica egli continuamente a munirsi, e ordina di accozzar navi e barche, ma egli non è nato per questo, che austrasio qual è, e capo di stirpe austrasia, non saprà contrastare coi Normanni e coi Saraceni, così arditi navigatori come sono. Ecco le cagioni della sua grande mestizia, dello sconforto ch'ei dà a divedere, e di cui si fanno interpreti Eginardo e il monaco di San Gallo: già fatto vecchio egli s'attrista sulla fragilità dell'opera sua, ei ben sa com'essa dee cadere, nè vi ha disperazione uguale a quella del moribondo che vede perire l'opera della sua vita. I Normanni ed i Sassoni moveranno ben presto verso quelle coste le agili ed intrepide loro flottiglie, e Parigi stessa si vedrà assediata dai Normanni.

Così otto secoli da poi, un altro impero crollò per quasi le medesime cagioni; Napoleone aveva ideata un'opera nelle proporzioni carlinghe; ei pure avea le sue guardie avanzate, i suoi prefetti sull'Elba, i suoi duchi di Dalmazia e d'Istria, i re di Baviera, di Sassonia per vassalli; il suo giovine vicerè d'Italia, fido luogotenente che varcava i monti del Tirolo, mentre egli movea verso il Danubio. Or bene, questa mente poderosa, riconobbe la sua caduta dalle cagioni medesime che perir fecero l'opera di Carlomagno; i figli dei Sassoni e dei Normanni, ributtati nell'isola dei Bretoni, cacciati dal continente, opposero anche a lui le loro flotte, le squadre loro; signor del centro dell'Europa, Napoleone conservar non seppe le sue conquiste, perchè un altro popolo era in possesso del mare. La caduta dei Carlinghi fu contrassegnata dello stesso carattere; la conquista oppresse il mondo per guisa che ben era da aspettarsi una riazione dei vinti contro i tralignati vincitori.

FINE DEL PRIMO VOLUME.

[ INDICE] DEL PRESENTE VOLUME.

Lettera intorno al governo e all'amministrazione di Carlomagno [Pag. I]
PERIODO DELLA CONQUISTA [1]
CAPITOLO I. — LE RAZZE E I TERRITORII ALL'ESALTAZIONE DEI CAROLINGI. — I Franchi dell'Austrasia, della Neustria ed i Borgognoni. — I Sassoni. — I Frisoni. — Nazioni scandinave. — I Longobardi. — Gli Aquitani. — I Provenzali — I Guasconi. — I Bulgari. — Gli Ungari. — Gli Schiavoni. — Il grande impero greco. — Roma e l'Italia. — I Saracini. — (752-768) [3]
CAPITOLO II — ORDINAMENTO DELLA CHIESA E DELLA SOCIETÀ. — Chiesa dei Galli e Chiesa dei Franchi. — I cherici e gli uomini di guerra. — Metropolitani e vescovi. — Fondazione dei monasteri. — Neustria. — Austrasia. — Aquitania. — Germania. — Le leggende. — Apostolato alle terre barbare. — I reliquiarii. — Le chiese. — Concilii provinciali. — Instituzioni municipali. — Le città, i borghi. — Ricordanze di Roma e delle Gallie. — (VII ed VIII secolo) [14]
CAPITOLO III. — SUNTO DELLE CONDIZIONI DELLE LETTERE, SCIENZE, ARTI E DEL COMMERCIO PRIMA DEI CAROLINGI — Letteratura. — Canti recitati. — Poemi. — Leggende. — Grammatica. — Lingua romanza, germanica. — Scrittura. — Diplomi. — Scienze naturali, astronomiche. — Calendario. — Arti romane, bisantine, franche, longobardiche. — Immagini. — Miniatura. — Arche de' Santi. — Gemme. — Commercio. — Fiere. — Mercati. — Usure. — Gli Ebrei nel medio evo. — (VII ed VIII secolo) [28]
CAPITOLO IV. — LA GERARCHIA E LA PODESTÀ NEL DECADER DE' MEROVINGI. — I papi. — I patriarchi di Costantinopoli. — Gl'imperatori d'Oriente. — I re dei Longobardi. — I duchi del Friuli, di Spoleti, di Benevento. — I re dei Bulgari. — I califfi. — I RE o CONDOTTIERI D'UOMINI appo i Sassoni. — Gli Scandinavi. — La ettarchia. — I re merovingi dopo Dagoberto. — La dignità dei prefetti di palazzo della Neustria e dell'Austrasia. — I Grimoaldi. — I Martini. — Pipino il Vecchio. — Pipino d'Eristal. — I duchi d'Austrasia, I prefetti di Neustria. — (628-714) [39]
CAPITOLO V. — CARLO MARTELLO. — Origine e nascita di Carlo Martello. — Suo nome. — Sua puerizia. — Prefetture di Neustria ed Austrasia. — Cattività sua. — Sue prime guerre. — Invasione della Neustria. — Guerra meridionale d'Aquitania. — Le forze de' Saracini allargansi al mezzodì delle Gallie. — Guasto delle città. — Disfatta di Manuza per opera di Guglielmo di Poitiers. — Leghe dei Saracini. — Nuova Invasione. — Abderamo. — La schiatta germanica in Aquitania. — Battaglia di Tours o di Poitiers — Relazioni degli Arabi. — Degli autori occidentali. — Terre clericali. — Terre dei soldati. — Leggende intorno a Carlo Martello. — Sue pratiche con Roma. — Diplomi e documenti. — Tradizioni cavalleresche. — Canzoni eroiche. — Primo canto dell'Epopea di Garino il Loreno. — (715-741) [50]
CAPITOLO VI. — PIPINO IL BREVE, DUCA, PREFETTO DEL PALAZZO E RE. — Conseguenze dello spartimento de' beni paterni tra i figli di Carlo Martello. — Guerra di famiglia. — Elezione d'un re merovingico. — Abdicazione di Carlomanno. — Pipino duca dei Franchi. — Sue pratiche coi cherici. — Sue nozze con Berta. — Leggende e canzoni eroiche. — Berta dal gran piè. — La Berta tedesca. — Guerre d'Alemagna, di Baviera, di Sassonia e d'Aquitania. — Pratiche con Roma. — Papa Zaccaria. — Esaltazione di Pipino alla corona. — Ultime reliquie dei Merovingi. — Pipino il Breve incoronato da san Bonifazio. — Sue guerre. — Carteggio co' papi. — Viaggio in Francia di Stefano III. — Abboccamento con Pipino. — Nuova incoronazione. — Calata di Pipino in Italia. — Spedizione contra i Longobardi. — Natura della donazione apostolica quanto all'esarcato. — I Longobardi si sottomettono. — Civiltà greca e latina. — Dignità regia di Pipino incontrastabile. — Concilii e assemblee pubbliche. — Guerre di Sassonia e d'Aquitania. — Morte di Pipino. — (741-768) [63]
CAPITOLO VII. — CARLOMAGNO E CARLOMANNO. — Quistione intorno alla divisione del regno dei Franchi dopo Pipino. — Carlomanno. — Indole tutta germanica di Carlomagno. — Suoi natali. — Sua puerizia. — Portamento e statura sua all'età di ventisei anni. — Sue residenze. — Incoronazione. — Prima guerra d'Aquitania. — Duchi di questa provincia. — Cagioni dell'avversione de' Carolingi contra i duchi d'Aquitania. — Leggende intorno alle gesta di Carlomagno. — Romanzo di Filomena. — Le canzoni eroiche de' Quattro figli d'Amone, e d'Ivone di Bordò. — Ragion vera delle guerre australi. — Trattati co' Longobardi. — Lettere di Stefano III a Carlomagno. — Berta in Italia. — Matrimonii. — Morte di Carlomanno. — Carlomagno re solo dei Franchi. — (768-771) [81]
CAPITOLO VIII — CAGIONI CHE AGEVOLANO A CARLOMAGNO LE SUE CONQUISTE. — I Franchi tutti sotto il medesimo scettro. — I compagni di Carlomagno secondo le cronache. — Bernardo. — Orlando. — Rinaldo. — Uggero il Danese ed altri. — La baronia secondo le canzoni eroiche. — Gli eroi de' poemi epici. — Franchi. — Borgognoni. — Aquitani. — Bretoni. — Austrasii e Neustri. — Ordinamento militare. — Prese d'armi. — Tattica. — Armi tolte dai Romani. — Il bottino. — Composizione dell'esercito. — Fortificazioni. — Cavalli. — Armature. — Cognizioni di Carlomagno. — (771-780) [92]
CAPITOLO IX. — L'ITALIA. — CADUTA DEL REGNO DEI LONGOBARDI. — Condizioni del re Desiderio. — Papa Adriano. — Nuova occupazione del territorio di San Pietro fatta dai Longobardi. — Resistenza di Roma. — Ambasceria d'Adriano in Francia. — Partenza dei Franchi. — Passaggio dell'Alpi — Assedii di Pavia e di Verona. — Carlomagno in Roma. — Sua esaltazione al patriziato. — La donazione di Pipino confermata ed ampliata. — Sommessione di Desiderio. — Caduta del regno dei Longobardi. — Rispetto di Carlomagno alle leggi longobardiche. — Incoronazione di lui a Monza. — Ridotti a soggezione l'un dopo l'altro i grandi feudi di Benevento, di Spoleti e del Friuli. — (772-774) [101]
CAPITOLO X. — GUERRA CONTRO I SASSONI — RUINA DELLA LORO REPUBBLICA MILITARE. — Indole dei Franchi e dei Sassoni. — Cagioni delle grandi vittorie di Carlomagno. — Le armature. — La tattica. — La discordia. — I capi. — Tentasi la predicazione cristiana. — Irruzione dei Sassoni. — Mossa di Carlomagno oltre il Reno. — Seconda guerra sassonica. — Conquista. — Ostaggi. — Terza sollevazione. — Trattato pe' tributi e per la libertà della predicazione cristiana. — Quarta sollevazione. — Le grandi schiatte messe a morte. — Dispergimento delle famiglie. — I Sassoni nei monasteri di Francia. — Capitolari sulla conquista. — Ordinamento per contadi e vescovadi. — Vittichindo si sottomette, e fine della repubblica militare. — Il popolo della Frisia e della Sassonia. — I Danesi ultimi vendicatori della libertà sassone. — La canzone di Guiteclino di Sassonia. — (772-786) [114]
CAPITOLO XI. — CONQUISTE DI CARLOMAGNO IN ISPAGNA. — ROTTA DI RONCISVALLE. — La Spagna e i Saracini dopo la battaglia di Poitiers. — Corrispondenza di Pipino coi califfi. — Gli emiri di Catalogna, di Navarra e d'Arragona. — Gli antichi cristiani — Discordie civili. — Gli emiri alla corte plenaria di Paderborna. — Carlomagno delibera di conquistare la Spagna. — Convocazione delle milizie. — Le due irruzioni per mezzo ai Pirenei. — Assedii di Barcellona e di Saragozza. — Ritorno dell'esercito. — Rotta di Roncisvalle. — I Guasconi e il duca Lupo. — Lugubre suono di questa rotta. — La canzone di Roncisvalle. — Tracce del passaggio de' Franchi ne' Pirenei. — I corpi de' martiri. — La cappella. — La rupe e la spada d'Orlando. — Romanza spagnuola di Aida la bella, sposa di don Orlando. — (732-778) [132]
CAPITOLO XII. — GUERRE DI CARLOMAGNO CONTRO I VASSALLI E I POPOLI LONTANI. — I duchi di razza lombarda. — Sollevazione del Friuli. — Ribellione dei Bavari. — Spedizione fra i Bretoni. — Lega dei duchi di Benevento, dei Greci e dei Bavari. — Dieta contro Tassillone duca di Baviera. — Guerra contro i Longobardi ed i Greci. — Spedizione contro gli Avari e le nazioni slave. — Guerra pannonica. — Conquista delle Isole Baleari, della Calabria e del paese degli Avari. — La Venezia e la Dalmazia soggiogate. — L'isola di Corsica. — Spedizioni favolose di Carlomagno. — Mistero intorno alle sue grandi correrie militari. — (780-806) [142]
CAPITOLO XIII. — GEOGRAFIA E CONFINI DELL'IMPERO DI CARLOMAGNO. — Unione della Neustria e nell'Austrasia. — Le terre dell'Impero. — I ducati tributarii. — Le marche. — La monarchia lombarda. — L'Aquitania. — La Settimania. — La Provenza. — Limiti veri alle frontiere di Spagna. — Appartenenze del regno dei Longobardi. — Spoleti. — Benevento. — Friuli. — Venezia. — Istria. — Croazia. — Dalmazia. — Pannonia. — Le marche di Bretagna. — Le frontiere del Nord. — I Frisoni. — I Boemi. — I Bavari. — Frontiere dell'Impero all'Oriente. — I tre grandi vicinati. — La Grecia. — I Saracini. — Gli Scandinavi. — (800) [152]
CAPITOLO XIV. — L'EPOPEA DELLA CONQUISTA CAROLINGICA. — Indole delle canzoni eroiche. — Origine loro. — Epoca loro. — Le discendenze o lignaggi. — Primissime canzoni eroiche. — Addizioni — Incremento dei romanzi di cavalleria. — Le canzoni dei pari o baroni di Francia. — Originalità nazionale delle canzoni eroiche. — Tradizione intorno a Guglielmo Corto naso. — La fanciullezza di Viviano. — I Loreni. — I pari di Carlomagno. — L'ultima delle canzoni eroiche. — Effetto dell'epopea carolingica sulla storia. — (dall'VIII al XIII secolo) [160]
CAPITOLO XV. — RESTAURAZIONE DELLA DIGNITÀ IMPERIALE IN OCCIDENTE. — Finita la prefettura del palazzo. — Il titolo regio nella persona di Carlomagno. — Patriziato. — Consolato. — Instituzione dei regni d'Italia e d'Aquitania. — Pipino e Lodovico. — Andamento e progresso delle idee romane. — La porpora. — Lo scettro. — Il manto. — Viaggio di Carlomagno a Roma. — Cambio del patriziato nella dignità imperiale. — L'impero d'Occidente. — Diete militari. — Diete per la guerra e giudizio. — Triplice ordinamento del governo. — I duchi e difensori delle marche. — I conti uffiziali civili. — I Missi Dominici. — Natura dell'opera di Carlomagno, quanto alle sue conquiste. — (780-800) [174]
CAPITOLO XVI. — ULTIMO PERIODO E CONSOLIDAZIONE DELLA CONQUISTA CAROLINGICA. — Cambiamento nello spirito delle guerre. — Termine della conquista. — Raffrenamenti. — Solerzia inaudita di Carlomagno. — Suoi viaggi al settentrione e al mezzogiorno. — Vigilanza dei campi. — I Sassoni. — Moti loro e sedizioni. — Entrano in campo i Danesi. — Cambiamenti nei mezzi militari. — Forza marittima. — Punto debole di Carlomagno. — I Saracini. — Le frontiere dell'Ebro — Lodovico d'Aquitania in Ispagna. — Apparizion dei Mori d'Africa. — Flotte saracine al mezzogiorno, e flotte danesi al settentrione. — Raffrenamento in Italia. — I popoli delle montagne e della Puglia. — Ricapitolazione generale e ordine cronologico delle guerre e delle conquiste. — Per qual cagione le non potevan durare. — Azione e riazione. — Accoramento di Carlomagno sul destino avvenire dell'opera sua. — (790-814) [187]
CAPITOLO XVII. — SVOLGIMENTO DELLE CONQUISTE FAVOLOSE DELL'IMPERATORE CARLOMAGNO. — Le due maggiori propaggini delle conquiste favolose. — Gerusalemme. — Sant'Jacopo di Compostella. — Spirito dei pellegrinaggi. — Relazione di Turpino. — Persecuzione de' cristiani d'Oriente. — Il patriarca di Costantinopoli. — Sue lettere a Carlomagno. — Consiglio co' baroni pel santo viaggio. — Partenza per Costantinopoli. — Liberazione di Terra Santa. — Traslazione delle reliquie più famose. — La santa corona e il santo chiodo. — Miracolo. — Il tesoro di San Dionigi. — La visione di Carlomagno intorno a sant'Jacopo di Compostella. — Enumerazione delle città prese da Carlomagno in Ispagna. — I prodigi. — Le battaglie contro i Saraceni ed Agolante lor capitano. — Rassegna dei baroni che seguono l'imperatore al pellegrinaggio. — Agolante ed i Saraceni sconfitti. — I Mori d'Affrica e Ferracuto o Ferraù. — Senso e fine di tutte le leggende favolose delle conquiste. — (800-814) [204]
RICAPITOLAZIONE. — PERIODO DELLA CONQUISTA. — (768-814) [215]