[69]. Queste comunità di nauti, o battellieri, sono antichissime, e forse le più antiche d'ogni altra. Ci sono vestigia della loro instituzione anche a Parigi. Nautæ Parisiaci (V. Mém. de l'Acad. des Inscrip., t. I.)
[70]. Ho spesso raffrontato i concilii coi codici teodosiano e giustinianeo, principalmente negli studi speciali del Diritto, e vi ho trovato plagi vicendevoli, ed una evidente confusione. Questa si è pure l'opinione del signor di Savigny.
[71]. Veggansi le formole raccolte in Francia e in Germania dal Bignon, dal Sirmond, dal Baluze, dal Mabillon, dal Goldast, e il Thesaurus di Schilter; le più curiose sono quelle di Marculfo.
[72]. La quistione de' componimenti fu a fior d'evidenza discussa dal Mably e dal Montesquieu.
[73]. Quest'autorità della corte di Costantinopoli sui Franchi è rilevante nella prima schiatta più che altrove; essa continua ancor sotto Carlomagno. Mi duole che nell'opere moderne non fosse quanto basta osservata.
[74]. Sotto questo nome di comunità, o compagnie (corporations,), s'intendon quelli che dai Romani chiamavansi collegi degli artieri (collegia opificum) che furon dall'imperator Severo instituiti per tutto l'Imperio romano. Eran la medesima cosa che le Arti e i Mestieri nella repubblica di Firenze. Il Traduttore.
[75]. Gli storici italiani non si sono ancor accordati sul nome da darsi a questo uffiziale; chi lo chiama governatore, chi maestro, e chi prefetto di palazzo; il Muratori troppo duramente ad imitazione del Giambullari maggiordomo. Noi ci siamo attenuti alla terza di queste denominazioni, parendoci la più acconcia per le sue classiche reminiscenze, a significare quei grado. Il Traduttore.
[76]. A Roma. Colà in cospetto del Coliseo, e nel Campo Vaccino, ben tu puoi ripeter quel versi:
Fecistis patriam diversis gentibus unam,
Urbem fecistis quod prius orbis erat.