[171]. Vedi queste genealogia nel mio Ugo Capeto, t. I.
[172]. Pare che sotto questo nome il poeta intenda i conti e altri feudatari maggiori; ma non ho trovato questo titolo in alcuno de' nostri autori nè altrove. Il Traduttore.
[173]. Formaron essi come colonie monastiche, delle quali qualche indizio si trova nella lettura del Bollandisti al nono e decimo secolo.
[174]. Monach. Sanct Gall., lib. II.
[175]. I governatori delle grandi città fra gli Arabi di Spagna erano insigniti del titolo di visir, e quelli delle minori del titolo di alcaid, donde venne alcade, se pur esso non derivò da cadì, giudice di pace.
[176]. L'autore qui pone una nota per dir che le cronache additano questo Almanzor sotto il titolo di Emir Almoumenyn. Ora questo titolo, che dai nostri antichi storici e romanzieri fu tradotto in quel di Miramolino, significa appunto Commendator de' Credenti, che si arrogavano i califfi ommiadi in Ispagna. Il Traduttore.
[177]. Tanto è vero che fu serbata memoria di questo tradimento di Lupo di Guascogna, che se ne trova indizio anche nel famoso diploma pubblicato dai Benedettini sotto il titolo di diploma d'Alone. «Omnibus pejoribus pessimus, ac perfidissimus supra omnes mortales, operibus et nomine Lupus, latro potius quam dux dicendus». Poi vi si ricorda, benchè vagamente, la presa di Roncisvalle. P. Bouquet Gall. Cristor. collect., t. VI.
[178]. Nel passar da Roncisvalle, al mio ritorno dalla Spagna, m'informai di tutte le tradizioni cavalleresche intorno ad Orlando ed a' suoi prodi compagni, e trovai che ci sono ancora poche ruine d'una cappella, dove un tempo si vedevano alcune iscrizioni e trenta avelli, ma evidentemente posteriori al fatto. Vi si leggevano i nomi di Teoderico d'Ardennes, Rollo del Mas, Guido di Borgogna, Olivieri, Orlando. Poco lunge da questa cappella giace la badia di Roncisvalle.
[179]. Qui l'autore riporta tutta la favolosa relazione di quest'avvenimento, attribuita a Turpino, che noi tralasciamo, e perchè nessun fondamento vi può fare la storia, e perchè noi abbiamo lo stesso racconto in parecchi dei nostri poemi cavallereschi, e specialmente nel Morgante maggiore di Luigi Pulci, dov'è pur narrata la fine di questo famoso paladino. Del resto ognun sa che l'arcivescovo Turpino mai non iscrisse la Vita Caroli Magni et Rolandi attribuitegli. Il Traduttore.
[180]. Molti sono i manoscritti di questa canzone sparsi per le varie biblioteche di Europa, e due ne possiede la Marciana di Venezia. Noi l'abbiamo pur tralasciata per le ragioni addotte nella nota antecedente. Il Traduttore.