[191]. Le cronache antiche additano Spoleti, Benevento, Salerno, Reggio, per altrettanti feudi dipendenti delle terre di Carlomagno, se non direttamente almeno per omaggio.

[192]. Il confin delle terre occupate dai Bavari parmi che allora fosse Ratisbona. Carlomagno avea cavato una profonda fossa appiè degli alti monti della Boemia: Hic foxam duxit Carolus. La Selva Nera facea parte della Turingia.

[193]. I più settentrionali sono i Nortalbini al di là dell'Elba; gli Osfalii abitano tra il Veser e l'Elba, e si trovano accennate Ferda e Brema; gli Angrivarii aveano per confine il fiume Ems, e i Frisii orientali le foci del Reno.

[194]. Non comprendo quivi le Isole di Corsica, di Sardegna, le Baleariche e la Sicilia, che furono conquistate da Carlomagno, e quasi tosto occupate dai Saracini.

[195]. Eginard: De Vita Caroli magni.

[196]. I romanzi della cavalleria sono di tre specie: la prima tratta delle imprese degli eroi de' Franchi; la seconda degli eroi bretoni, e la terza degli eroi gaulesi o di Gaula. Infinito è il numero di tali romanzi e in verso e in prosa che l'Italia possiede; poichè, come ognun sa, infiniti furon gli autori che per gran tempo corsero dietro smaniosi a questo genere, appunto come oggidì si corre dietro al genere dei romanzi storici, nè con diversa fortuna, pochissimi essendo nell'uno e nell'altro genere gli ottimi, pochi i buoni, e tutto il resto marame di servili imitatori e di guastamestieri. I primi romanzi nostri del genere cavalleresco sono, s'io ben m'appongo: la Guerra di Troja di Guido Giudice, e il Ciriffo galvaneo, e gli ultimi la Marfisa bizzarra di Carlo Gozzi, e il Ricciardetto ammogliato del conte Luigi Tadini, giovine di straordinario ingegno, che morì sotto le ruine d'un edificio crollato d'improvviso, dinanzi agli occhi della madre! Il Giraldi, il Pigna ed altri autori italiani, trattarono ampiamente questa materia, ma non potremmo additare miglior guida ai nostri lettori, dell'opera dottissima e accuratissima del dottor Giulio Ferrario, col titolo: Storia ed analisi degli antichi romanzi di cavalleria, e dei poemi romanzeschi d'Italia ecc., Milano, 1828. Il Traduttore.

[197]. Vedi la nostra nota appiè della pag. 161-162. Il Traduttore.

[198]. Francia, Inghilterra e Spagna si contendon da lungo tempo l'onore dell'invenzione del romanzi cavallereschi; lasciamole disputere, e l'Italia si contenti della gloria d'avere ridotto a forma quella mole incomposta, trattane una nuova epopea, e dato al mondo l'Orlando furioso. Il Traduttore.

[199]. A persuadersi della poca influenza esercitata dagli Arabi sul concetto dei maggiori poemi francesi legger si può la Battaglia di Poro e le Maraviglie dell'India, che è una delle discendenze dell'Infanzia d'Alessandro.

[200]. L'Andres, nell'Origine, progressi e stato attuale d'ogni letteratura, attribuisce agli Arabi anche l'invenzione del poemi romanzeschi; ma ognun sa l'eccessiva tenerezza di quest'autore per quella nazione, ch'egli ha posto a maestra della moderna civiltà in ogni cosa. Il Traduttore.