[201]. I Bollandisti pubblicaron la vita di san Guglielmo a dì 28 maggio, e il Mabillon l'avea già prima inserita ne' suoi Acta SS. Ordin. S. Benedict. Questo critico eccellente facea grandissima stima della leggenda e del suo autore.

[202]. Luigi Pulci, autore del Morgante Maggiore, da noi già citato, ha pure un altro poema sulla Rotta di Roncisvalle, ed altri romanzieri antichi trattaron fra noi specialmente quest'argomento; su di che vedi la prelodata opera del Ferrario. Il Traduttore.

[203]. Nell'opera mia intorno a Filippo Augusto dissi già in qual modo venivano, pe' castelli, recitati i poemi epici de' tempi de' Carolingi.

[204]. Tutto indurrebbe a credere che questa dignità era inerente alla famiglia carolingica. Io scartabellai, foglio per foglio, le tavole del diplomi del Breguigni, e i volumi del padre Bouquet e del Pertz, senza trovarci più menzione dei prefetti del palazzo; i nomi stessi delle dignità sono interamente cambiati. Dissimilissima dalla prima è la seconda schiatta.

[205]. Nel deposito degli archivi del regno ci ha pure un diploma originale di Carlomagno, suggellato con un antico cammeo, che rappresenta la figura d'un Giove de' bei tempi dell'arte.

[206]. Papa Adriano fu il primo a formar il pensiero della fondazione d'un grande impero. Adriano, l'amico e il confidente di Carlomagno era già morto, e lo stesso Carlomagno gli fece l'epitafio in versi, nei quali esalta il suo tenero amico.

[207]. È noto che Carlomagno era già venuto a Roma due volte per accordarsi co' papi. Ei vi comparve in abito quasi imperiale: longa tunica et clhamyda amictus et calceamentis quoque romano more formatis. Eginhard, C. 23. Era l'abito dei patrizii.

[208]. Questo miracolo fu solennemente discusso a Roma, che poi n'ebbe a giudicar l'autenticità. Precisa è a questo proposito la testimonianza d'Alcuino, a cui Carlomagno scrisse poco men che nel termini da lui riferiti. Ma Teofane, lo storico greco, vuole che i manigoldi rispettassero il papa. Teofane tuttavia scriveva a Costantinopoli, con mente assai preoccupata contro la grandezza e podestà del papi.

[209]. Questa descrizione, veramente poetica, forma il canto III del poeta sassone.

[210]. Ei sembra certo che il popolo si prosternasse dinanzi a Carlomagno: More antiquorum principum. Ei giunse in Roma, secondo il Muratori, a' 24 novembre 800.