[3]. Questo Reginaldo era, come appar chiaro, un conte di razza franca, che conservava l'indole sua anticlericale come Carlo Martello. Ch'ei fosse per avventura il medesimo che l'altiero e inesorabile Rinaldo di Montalbano, della famiglia meridionale d'Amone?[4] Questa lettera è la VII del Cod. Carol.
[4]. Come poteva costui essere Rinaldo di Montalbano, se nella medesima lettera di papa Adriano è detto ch'egli era fin dai tempi del re Desiderio seminatore di discordie e di liti? In fatti egli era stato, come dice il Muratori, Gastaldo nella stessa terra di Felicità, per conto di quest'ultimo re, e fu poi da Carlomagno creato conte di Chiusi. Laonde, anzichè di origine franca, è verisimile ch'ei fosse di coloro che tradirono il re dei Longobardi, ed avesse, nella detta promozione, il premio del suo tradimento. Il Traduttore.
[5]. Per tutte queste contese de' Lombardi e Napolitani co' papi, consultisi il Muratori: Annal. ital. medii aevi, ad ann. 774-795.
[6]. I Napolitani erano a que' dì in pieno accordo co' Greci, e servivano d'ausiliari agli imperatori di Bisanzio. La Sicilia era soggetta ad un patrizio greco; ma le irruzioni dei Saraceni non lasciavano pure un momento in pace quegli abitanti. (V. Muratori Dissert. de Ital. medii aevi V.)
[7]. Notammo già che in queste epistole i papi usavano la seconda persona nel numero dei più: Excellentia vestra.
[8]. Codex Carol. Epist. XIX.
[9]. Alla foggia delle processioni greche.
[10]. Codex Carolin. Epist. XXXI.
[11].
Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi.