[110]. Berta fu madre dello storico Nitardo, che scrisse gli Annali del suo tempo.
[111]. Carlomagno ebbe ancora molti altri bastardi, fra' quali Ugo, abbate di San Quintino, che fu ucciso in una battaglia contro i Saracini, a dì 7 giugno 844, e Dragone, vescovo di Metz, morto nel 855.
[112]. Il P. Bouquet nota che nessuna cronica parla di questa figlia Emma; Eginardo non la nomina punto, e Lodovico il Pio, nel concedere, in certo diploma, un feudo a Eginardo ed alla moglie sua, non accenna punto ch'ella fosse sua sorella.
[113]. Veggasi quel che dice Eginardo stesso, e Nitardo dogo di lui, intorno ai costumi liberissimi delle figlie di Carlomagno.
[114]. Eginardo ebbe in fatti una legazione a Roma.
[115]. Indubitato si è che Eginardo ebbe Emma o Imma per moglie, la quale da Lupo, abbate di Ferriere, è chiamata nobilissima fœmina. Il Mabillon crede che l'avventura sia vera. Il P. Bouquet la contraddice; e il P. Rivet non la mette pure in dubbio.
[116]. Il P. Bouquet, Hist. Gall. Collect. t. V, pag. 383. Eginardo si fece indi monaco, ed il suo carteggio, pubblicato dai Benedettini nel t. VI della loro grande raccolta, è curiosissimo.
[117]. Eginardo fu abate prima di Fontenelle, poi di San Pietro e San Bavone, a Gand, e fondò la badia di Selingestad, nella sua propria terra di Mulenheim.
[118]. La Cronaca di San Dionigi nomina ventidue metropoli carlinghe. Le quali metropoli erano i centri delle grandi divisioni dell'impero, ritraenti anch'esse delle memorie di Roma. (V. Gall. Christ. in prælat.)
[119]. Il diritto romano dichiarava nullo il testamento non fatto in presenza di testimoni. Tutti quelli qui notati appartengono, siccome pare, alla schiatta franca e germanica.