[120]. E il medesimo non vien pur di presente succedendo, dopo la caduta di Napoleone?

[121]. Da major i Francesi han fatto maire, che gli Italiani chiamarono il Podestà e anticamente e più gramaticalmente, la Podestà. Il Traduttore.

[122]. Si trovano esempi di duello giudiziario sotto i primi re merovingi (Greg. Turon. lib. VII, c. 19, lib. X, c. 10), e sembra che fosse usato frequentemente, più che altrove in Borgogna. Lo crediamo altresì stabilito dalla legge alemannica o sveva (Baluze, lib. I, pag. 80). In Lombardia poi fu sempre popolare, e Luitprando, re del Longobardi, dice in una delle sue leggi: «Incerti sumus de judicio Dei, al quosdam audivimus per pugnam sine juxta causa suam causam perdere. Sed propter consuetudinem gentis nostræ Longobardorum legem impiam vetare non possumus.» — Muratori, Script. rerum Italicarum, t. II, p. 65.

[123]. La stessa ragione naturale dovea mostrare ai principi ed ai popoli l'incertezza e la brutalità di questa forma di giudizio, sì che fin dai primi tempi della sua instituzione vediamo parecchie città in Inghilterra, e in Germania, noverar tra i loro privilegi l'esenzione dal duello giudiziale. Ci sembra poi che l'autore si apponga in fatto, citando gli esempi dell'Iliade; però che ivi sono zuffe e combattimenti fra due sì, ma in guerra, e non già disfide e duelli premeditati a vendicare un'offesa. Il Traduttore.

[124]. In fatti, quasi tutte le canzoni eroiche, che hanno per soggetto Carlomagno e i suoi paladini, furono composte nel duodecimo secolo. (Veggasi quel che io ne dico nel mio lavoro intorno a Filippo Augusto.)

[125]. A maggiore schiarimento di questo luogo servano le seguenti parole del Cibrario (opera citata), intorno alle condizioni del cronisti del medio evo e al modo con che si sdebitavano dell'uffizio loro. «I re, i vescovi, i comuni soleano, del metter in cronica i loro fatti, dar pubblico incarico a qualche persona sciente di lettere, e d'ordinario a un monaco. Un monaco di San Dionigi metteva in cronaca le gesta de' re di Francia, e quando combatteva alcuna battaglia campale, il re, con lettere chiuse indirizzate all'abate, lo ragguagliava del successo e del numero del morti... I re d'Inghilterra aveano un cronista che abitava nel medesimo palazzo con loro, e tenea ragione giorno per giorno dalle loro buone o cattive azioni e delle altre cose degne di memoria. Per passar ogni pericolo d'adulazione, il registro che contenea tali memorie, non era aperto che dopo la morte dal re e de' suoi figliuoli.

«In quasi tutti i monasteri principali, il più saputo del monaci tenea un simile registro, e finito un regno, lo presentava al capitolo generale, dov'era esaminato, e poi fatto ridurre in cronaca.» Il Traduttore.

[126]. Scriptorium, chiamavasi a que' tempi ne' monasteri il luogo dove i monaci si chiudevano a scriver le loro croniche ed a copiare i codici antichi; e però mi è parso meglio sostituir questo termine al labeur (fatica o lavoro) dell'autore. Il Traduttore.

[127]. Gli Annali di Fulda van sino all'anno 882. Il Frelier ha trovato alcuni manoscritti che gli sprolungano fino al 900.

[128]. Il P. Bouquet ha pubblicato questo passo di Giovanni Diacono, come documento di storia importantissimo.