Oltre queste sei Cateratte o Cascate esistono numerose altre Cascate di minore importanza, che i piloti delle Cateratte conoscono sotto differenti nomi, ma noi non ci occuperemo che delle Cascate principali, il cui nome sopra indicato è invariabilmente noto tanto agli indigeni quanto ai viaggiatori.

6ª Cateratta di Sabaloka.

Come si è già detto, fra Khartoum ed Assouan vi sono sei Cateratte o per meglio esprimermi sei Cascate costituite dal vero Nilo alimentato dalle acque del Nilo bianco e del Nilo azzurro, dopo la loro fusione a valle di Khartoum.

La prima che s'incontra, scendendo il fiume, è quella di Sabaloka (6ª Cateratta) la quale, come si è accennato, comincia a svilupparsi all'altezza del Monte Adjour situato sulla sinistra sponda del fiume. Per colui che ne salga la vetta si offre allo sguardo uno spettacolo indimenticabile. All'imboccatura della gola formata dal ravvicinamento dei monti Agaba, il fiume si precipita in una stretta di soli 75 metri di larghezza coprendo di alta schiuma le roccie, di cui è cosparsa la stretta. Ma l'adito che si è scavato il fiume fra quelle roccie non essendo sufficiente alla imponente massa delle sue acque esso è costretto a piegarsi all'Ovest e descrivendo una grande curva torna più in là a dirizzarsi al Nord, avvolgendo fra le sue acque una tal quantità di isole e di isolotti, che i piloti stessi non sanno distinguere e le chiamano in termine generico le 99 isole. In ciascuna di esse si scorgono rigogliosi massi d'acacie di tre qualità differenti fra loro, frammiste a giuggioli inghirlandati da varie specie di arrampicanti, e tutto questo complesso di fiori e di verdura dà a quelle isole un aspetto tanto più seducente in quanto che spiccatissimo è il contrasto loro colle roccie cupe della Cateratta e delle circonvicine colline, cui tengono dietro gli sconfinati deserti dell'Est e dell'Ovest.

Indipendentemente dagli isolotti appariscenti anche nelle più alte piene e di quelli che soltanto stanno scoperti in tempo di magra vi esistono nella Cateratta e fra i suoi profondi abissi numerosi banchi di sabbia che è necessario evitare per sei mesi dell'anno.

I punti di veduta in mezzo ai flutti frementi, le variate tinte delle roccie e dei banchi di sabbia formano un tutto che rallegra la vista, ed il pensiero corre spontaneo alla domanda di quel che sarebbe questo paese così incantevole, se abitato da una razza più industre, e sopratutto se il suo fiume non lasciasse deserte enormi superficie di terreni, che un tempo erano fecondate dall'acqua delle sue piene.

In parecchie Cascate di minor conto, che si succedono dopo quella di Sabaloka, si riscontrano egualmente delle mimose ed arbusti, che fanno parere meno opprimente la silenziosa via del deserto. Al viaggiatore stanco della solitudine desolata del deserto riesce delizioso il lontano fracasso delle onde fuggenti nelle Cascate che gli parlano di acqua e di freschezza.

Il Nilo non ha in tutto il suo corso nessun altro punto così imponente e così pittoresco, come quello del Sabaloka.

Continuando il suo corso verso il Nord, il fiume si volge sino al più lontano limite dell'orizzonte come un interminabile e largo nastro fulgente agli ardenti raggi del sole del Soudan.

La distesa del Nilo al disotto della Cateratta, è sorprendente e mentre nei gorghi non ha altro aspetto che d'impetuoso torrente, appena riesce a sprigionarsi dalle roccie, assume la maestà di Re dei fiumi, maestà che non conserva nel suo corso inferiore.