— Voglio andare dal nonno.

— Ci si andrà domenica, gli rispose finalmente la Margherita, e profittò di quel discorso avviato, per tirar via a dirgli: che il nonno avrebbe dovuto viziarlo meno, ed insegnargli ad esser un po' più riconoscente verso i vicini di casa che gli facevano del bene...

— Quand'è domenica? tornò a domandare il bimbo senza darle retta.

— Doman l'altro.

Carlo non aveva idea esatta del tempo; il giorno dopo appena svegliato disse:

— È domenica?

— No; t'ho detto doman l'altro. Se fosse stato oggi, avrei detto domani, rispose la Margherita con tuono cattedratico.

— Quand'è doman l'altro? insistè Carlo.

— Domani.

Carlo passò un'altra giornata, triste, malcontento, capriccioso. Mangiò in silenzio, si lasciò sgridare senza rispondere, piagnucolò senza motivo; e la mattina seguente, prima che la Margherita entrasse nella sua camera, ne uscì vestito alla peggio, abbottonato a sghembo, e disse colla fronte accigliata: