Prima era andata parecchie volte alla fonte sola: ma, dacchè conosceva Fausto, le sarebbe sembrato di andare a cercarlo; si sarebbe vergognata di lui più che degli altri; e si circondava più che mai.

Avevano tutti e due uno strano modo di parlare fissandosi gli occhi negli occhi con un'intensità che pareva fatta per accompagnare dei discorsi appassionati. Invece sovente dicevano:

«Guardi quel cappellino. Sa chi è quella signora? Oggi le signore Asting sono più eleganti del solito» e simili sciocchezze.

E poi, in mancanza di parole affettuose da ricordare, ricordavano gli sguardi; quell'occhio largo, intento, profondo, ritornava con insistenza alla loro mente nelle ore solitarie e lente della lontananza, esaltava la fantasia innamorata, che ne riscaldava, coll'intensità del desiderio, la muta eloquenza.

Un giorno qualcuno propose una gita sui somarelli; Fausto mise un grande impegno nel combinarla, se ne entusiasmò addirittura. Gli pareva che la campagna, l'allegria della circostanza, gli avrebbero fornita l'occasione di isolarsi colla contessa un po' a lungo, di parlare con calma, senza soggezione.

Non aveva il proposito di precipitarsi a' suoi piedi come faceva nei melodrammi nella sua qualità di tenore. Anzi, appunto perchè era un cantante, s'impuntiva a non far nulla di melodrammatico, e per evitare ogni atteggiamento teatrale, si mostrava prosaico fino all'affettazione. Ma nella sua anima d'artista sentiva potentemente la poesia della vita.

Quella donna vedova, indipendente che vedeva ogni giorno senza poter mai svincolarla dalle soggezioni da giovinetta di cui s'era circondata, quei discorsi nervosi in cui apparivano lampi di passione, e che, subito dopo, una nota di scetticismo o di puritanismo smentiva, gli avevano messa la febbre nel cuore.

Era risoluto a parlare, ad uscire da quell'incertezza ad ogni costo, a costo di fare una dichiarazione d'amore sul dorso di un asino.

Appunto in quel giorno il seguito della Contessa era al gran completo.

Oltre alla signora Asting, le figlie, i conoscenti soliti, c'era un giovine di Milano arrivato allora, che le portava una grande provvista di novità, e le faceva la corte anche lui.