Allora il signor Cantinelli insinuò la sua persona piccola, ossuta e magra, traverso l'uscio socchiuso, e, sempre con quel risolino compunto sul largo viso incorniciato dai capelli e dalle basette biondiccie, richiuse l'uscio pian piano, e senza rumore.
Quando fu scomparso, le ragazze affrettarono i punti al ricamo, vergognose di quell'idea che stava fra loro, sentendosi offese nel loro pudore delicato di giovinette, e non osando parlarne.
— Dammi il filo d'oro, disse dopo un tratto la Bianca, questo contorno deve riuscire bellissimo.
E guardava attentamente il ricamo, come se da un pezzo non avesse pensato ad altro, ed il discorso di suo padre non l'avesse menomamente distratta da quel pensiero.
— Il filo d'oro è nell'armadio, della nostra camera, rispose la Paola.
Poi, tirando l'ago in fretta e senza guardare sua sorella soggiunse:
— La nostra povera camera che dobbiamo abbandonare.
Le tremava la voce ed era tutta convulsa.
La Bianca arrossì vivamente, ma non rispose, e non si mosse per andare a prendere il filo d'oro. L'aveva domandato per dir qualche cosa, ma non le occorreva.
Intanto la Paola diventava più agitata. Le tremava la mano, ed il respiro le si faceva corto ed affannoso. Sentiva il bisogno di sfogare l'amarezza che le si accumulava in cuore di minuto in minuto.