Quella nuova inaspettata, impreveduta affatto, l'aveva ferita aspramente nel suo amor proprio di donna di casa, e più che tutto, nel suo pudore verginale.

— È crudele, disse fremendo, essere scacciate dalla nostra camera. E perchè? Da tre anni che dirigo io la casa, ho sempre bastato a tutto, e non ha mai dovuto farmi rimproveri, mi pare.

Parlava di suo padre, ma in quel momento non voleva nominarlo.

— Dobbiamo rassegnarci, rispose la Bianca in tono conciliante, e sempre cogli occhi bassi. Dacchè non c'è un'altra camera abbastanza vasta...

— Ma che bisogno c'era della camera vasta... e del resto? esclamò con impeto la Paola, rizzandosi tutta nervosa, ed andando a parlare ai vetri della finestra. Non si stava bene tra noi? Che bisogno c'era?...

— Forse al babbo riesciva d'imbarazzo l'accompagnarci, il vegliare su noi... Bisogna aver pazienza... suggerì la Bianca, che, sebbene più giovine di sua sorella, era più positiva, e meno facile ad eccitarsi.

— Ma che! Ma che! Io ho ventidue anni, mi so custodire da me, e tu pure; ed usciamo così poco che non può dargli fastidio l'accompagnarci; in casa non vien mai nessuno ...

— Sentiva troppo la perdita della povera mamma, ritornò a dire la Bianca. Aveva bisogno d'una compagna anche lui...

— Stai zitta! Stai zitta! gridò la Paola febbrilmente, turandosi le orecchie. Certe cose mi fanno vergogna. La sua compagna l'ha avuta. Dio gliel'ha tolta; è una disgrazia; ma non ha diritto lui di trovarsene un'altra. L'amore il matrimonio, devono legare per sempre, per questa vita e per l'altra.

— Sai; ciascuno ha il suo modo di sentire... Ora il babbo ha un'altra affezione...