— Oh! alla sua età! Un padre di famiglia... pensa!
E la Paola si pose a ravviare con una fretta convulsa le sete sparse sul telaio; poi se lo caricò sulle spalle per andarlo a riporre borbottando:
— Ah! povera mamma! povera mamma! Chi muor muore, e chi vive si fa core!
La Bianca le andò dietro nella famosa camera che dovevano abbandonare, e quando il telaio fu appeso al chiodo in fondo ad un grande armadio, abbracciò, per di dietro, le spalle della sua sorella maggiore, e posandole la guancia sulle treccie per non incontrare il suo sguardo durante quel discorso imbarazzante, le susurrò:
— Cerchiamo di prendere la cosa in buona parte, Paola. È il nostro babbo, ed è buono; non tocca a noi di giudicarlo.
— Io non posso a meno di soffrire; farò male, me ne confesserò; non so che farci; c'è qualche cosa dentro di me che s'offende, mi vergogno;... Non so... Al solo pensarci mi vengono le fiamme al viso.
E con un gesto di ripugnanza esclamò:
— Oh! alla loro età!
— Ma via! Sei un'esagerata! Una sensitiva! Lei ha dieci o dodici anni più di te; non è vecchia. Non sarà una matrigna. Saremo tre sorelle invece di due...
— Che! tre sorelle! ribattè la Paola crollando le spalle. Prima di tutto, non è già più giovane se ha dodici anni più di me. E poi... poi... Tu non pensi alle conseguenze...