— Ma che! È perchè possiate giocare a croce e lettera per vedere se vi vuol bene.

Ed il pollaiolo, che era il più istruito, e non credeva nè a talismani, nè ad oroscopi, e rideva delle sentimentalità amorose, diceva con sussiego:

— Non istate ad almanaccar tanto: non è altro che uno scherzo. I soldati sono uomini di mondo; amano ridere...

Ma l'Amalia rise meno del solito, e baciò la lettera più amorosamente; ed il domani, quando venne a ricevere gli ordini per la cucina, mi domandò come si potesse fare per mandare cinque lire fino in Sicilia. Poi disse:

— Il bersagliere ha messo un centesimo nella lettera, poveretto. Vuol dire che ha bisogno di quattrini. — E spedì a Catania un vaglia di cinque lire.

Infatti voleva dire così; il suo cuore amoroso aveva indovinato.

Appunto per quella sua rustichezza affettuosa e bonacciona, l'Amalia dava nel genio a tutti i nostri parenti ed amici, che coglievano volentieri l'occasione di farle qualche regaluccio, di darle delle mancie o delle strenne. In tre anni le riuscì di raggranellare parecchie centinaia di lire ed un baule di roba.

Il denaro l'aveva alla Cassa di risparmio, e tratto tratto veniva da me col libretto, perchè facessi il conto, a che somma era salito il suo capitale coll'aumento dei frutti. Bastava che potesse contare una lira più della volta precedente, per essere contentissima. Diceva:

— È la dote del bersagliere. È il tesoro del bersagliere. Tutto quello che ho è per lui.

E scoteva il capo con un'affermazione così energica che la pettinatura le batteva il cranio come il mantice d'una timonella sgangherata.