Io risposi:

— Però deve ammettere che, quelle povere figlie, le amava molto male, e le sacrificava. Lei non aveva diritto di disporre della loro vita.

— È vero. Ma era semplice di mente. Queste cose che tu dici non le sapeva. Siccome il privarsi delle sue figlie era un sacrificio, un dolore anche per lei, non poteva immaginarsi d’essere egoista. Chi non sa di fare il male è come se non lo facesse. Credete a me, ragazze, non abbiamo diritto noi di erigerci a giudici. Io ho compreso questo, quando ho veduto Andrea, quel giovane buono ed onesto, troncare ad un tratto tutte le mie speranze, il mio avvenire di donna, per una questione di principii giusta a’ suoi occhi, ma troppo severa. Ho compreso allora che si può far male ad altri senza essere cattivi, nè colpevoli:

Mia sorella disse:

— Oh è stato cattivo, sì, quella volta il nonno con lei. È stato crudele. Io non glielo posso perdonare.

E la vecchia, con un accento secco, come di stizza, rispose:

— Ed io sì. Voi siete giovani. Non sapete. Ma quando si vede che una persona è buona, giusta, onesta in tutta la sua vita, non si deve giudicarla per un atto solo che sembra crudele. Può essere soltanto uno sbaglio; e può essere che noi non lo comprendiamo e che sia un atto buono, nel fine o nell’intenzione. Il nostro cuore di donna ci porta a stimare barbare le madri spartane, che spingevano i loro figli in guerra, e non piangevano quando erano morti. Invece pare che fossero migliori delle altre madri, grandi addirittura. Siamo noi povere donnette semplici, che non le comprendiamo. Forse al mondo non vi sono vere cattiverie; vi sono soltanto degli errori.

La signora Giovannina finì quel discorso mite, che aveva detto coll’asprezza d’una invettiva, e rimase assorta in quelle riflessioni, che chissà quanta parte avevano occupata nella sua povera vita solitaria.

Io era stupita, come se la vedessi e la udissi per la prima volta.

Non avrei mai supposto che quella vecchia zitella, priva di coltura, piena di piccole manìe, fosse capace, per sola intelligenza e nobiltà d’animo naturali, di quelle due virtù tanto grandi e pie: