«Quella sera stessa, quando Andrea si congedò, egli uscì ad accompagnarlo un tratto, e, quando furono in istrada, lo pregò di sospendere le sue visite, finchè le due monache fossero partite pel loro mesto destino.
«Senza un saluto, senza una stretta di mano, Andrea si vide separato dalla Delfina, per non rivederla mai più. Se almeno il signor Ripamonti avesse parlato due ore prima! Avrebbe potuto darle un ultimo addio...
«Questa riflessione Andrea la fece nel suo cuore; ma obbedì al padre della Delfina. Era troppo onesto per ribellarsi a quell’ordine o per eluderlo coll’astuzia. Ne sofferse molto. Ma se l’onestà non costasse nessuna pena, non sarebbe tanto rara.
«La farmacia d’Andrea era in fondo al corso di porta Milano. La carrozza che doveva condurre le due monache a Trecate al Sacro Cuore, doveva necessariamente passarle davanti. Il giorno della partenza era stato fissato da un pezzo, ed Andrea lo conosceva.
«Quella mattina abbandonò le polverine, le pillole, i decotti al suo praticante, ed appena ebbe aperta la farmacia, si mise in sentinella all’ingresso. Prese il caffè là fuori. Rinunciò a far colazione per non abbandonare il suo posto, ed aspettò pazientemente, ore dopo ore, per vedere un’ultima volta gli occhi azzurri della Delfina.
«Finalmente, verso le undici, vide venire da lontano la carrozza da nolo, una miserabile timonella, che il signor Ripamonti guidava stando a cassetta.
«Le due fanciulle erano sedute di dentro ai due lati, rincantucciate contro le pareti della carrozza per non schiacciare la mamma, che era seduta in fondo in mezzo a loro.
«Come Andrea, anche la Delfina doveva aver pensato a quell’ultima occhiata, perchè si era messa dalla parte della farmacia, a destra.
«Tutti salutarono Andrea, senza fermarsi. Il signor Ripamonti gli gridò che lo aspettava a casa la sera dopo, le ragazze chinarono ripetutamente il capo e sorrisero. La Delfina sorrise più a lungo, lo guardò fisso, lo salutò colla mano, poi abbandonò il braccio fuori della carrozza, e lasciò cadere un fogliolino piegato.
«Andrea corse innanzi sulla strada, dove il foglio era caduto, e stette là a custodirlo finchè la carrozza fu scomparsa.