«Allora, sicuro di non esser veduto, si chinò, raccolse il biglietto, corse in casa, traversò la farmacia in fretta, e salì a rinchiudersi nella sua camera.
«Non so se pianse lassù, o cosa fece. Non lo disse mai. Ma certo in quel breve istante, mentre la carrozza passava, mentre egli salutava e sorrideva, aveva sentito il suo avvenire spezzarsi, la sua più cara speranza svanire per sempre.
«Io l’avevo provato un anno prima, per lui, quel dolore. E so quanto è tremendo per un cuore giovane.
«Il biglietto della Delfina diceva:
«Caro Andrea,
«Io accetto, per obbedienza figliale una vita di sacrificio. Accettatela anche voi per sentimento di carità. Sposate la mia povera Editta; toglietela a quell’esistenza tribolata, a quei maltrattamenti che la uccidono.»
«È la sola prova che posso domandarvi del vostro amore, e ve ne sarò grata, e vi benedirò per tutta la vita, e pregherò per voi.»
«Delfina.»
«Andrea esitò qualche tempo.
«Il sacrificio era troppo grande pei suoi venticinque anni.