— Quanti anni hai, figliola mia?

— Ne avrò presto quindici. Sono vecchia.

— Ma è certo che sei vecchia! Sei ben sicura di non avere trent’anni?

Lei mi rispose con un’aria da scettica:

— Chi è mai sicuro di nulla a questo mondo?

— Ma tu, tu, non senti che hai quindici anni, che sei quasi una bimba, che hai un babbo, una mamma....

— Oh! babbo e mamma si fanno sentire, se non altro, per farmi dei predicozzi e per dettare delle leggi!

Diceva questo sorridendo, come per burla, ma, in fondo, si sentiva che le pesavano le leggi.

Io ripresi:

— Ma nel tuo cuore di fanciulla amata, vezzeggiata, viziata anzi, non esulta l’allegrezza della gioventù? Dianzi, all’udire che potevi invitare la tua compagna a pranzo, non hai giubilato? Non hai sentito un impeto di riconoscenza per la mamma che è tanto cordiale colle tue amiche?