L’Emma baciò sua madre con aria di protezione, e disse ridendo:

— Oh! la cordialità della mamma non la manda in rovina! Ha sentito che trattamenti luculliani? Un antipasto, un piatto freddo ed una crema, abilmente intercalati al rancio del focolare domestico....

E vedendo la sua compagna, che, stanca forse d’aspettarla nello studio, tornava in sala a cercarla, le disse:

— Giubila, Elisa. Ci si prepara un divertimento sfarzoso; una gioia pazza. Qui, la marchesa non può darsi pace ch’io non faccia le capriole per la gioia. Indovina di cosa si tratta.

L’altra rispose subito, con un gesto ed una cera che parevano dire: «Transeat a me calix iste!»

— No, no! per carità! Non posso soffrire i giochi innocenti. Specialmente gl’indovinelli.

Io pensava che, infatti, co’ suoi gusti raffinati, come diceva l’Emma, doveva essere molto difficile divertire quella ragazza.

L’Emma riprese:

— Ti si invita al nostro pranzo di gala! Alla folle ilarità della nostra serata di famiglia!

L’invitata rispose con un fare perfettamente cortese: