«Però, guardando meglio traverso i vetri rabescati dal ghiaccio, vidi un pezzettino di foglio bianco, che sporgeva malinconicamente dal gambale della mia scarpaccia.

«Cosa poteva essere?

«Forse che il babbo non aveva trovata occasione di far comperare la tombola a Novara, ed aveva messi i quattrini in quel foglio, perchè me la comperassi io?

«Sicuro; doveva essere così.

«Spalancai in fretta il balcone. Tirai dentro la scarpa, ed apersi il foglio misterioso.

«Ma no; non c’erano punto quattrini. C’erano soltanto poche parole di scritto.

— «Buono di L. 4, per la risuolatura ed altre riparazioni, ad un paio di scarpe sciupate scivolando sul ghiaccio.»

«Il babbo.»

«Oh, non aveva bisogno di scriverlo che era il babbo! Lo avrei sentito, lo avrei indovinato. Lo avevo indovinato alla prima, sebbene cercassi di farmi illusione, che quella scarpa solitaria e quel fogliolino rappresentavano un guaio!

«Era il prezzo della tombola, che doveva pagare la riparazione delle scarpe. E la mia strenna di Santa Lucia si riduceva ad un rimprovero e ad un castigo.»