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Quando il nonno ebbe finito quel racconto, andai a prendere il mio goletto di pelo grigio, me lo misi sulle spalle, e corsi a ringraziare la mamma che, fin d’allora, tanti anni fa, mi disse:
— Oh, i figlioli d’adesso sono ben più fortunati di quelli d’una volta!
Ma per voi, piccoli lettori, io rappresento, colla mia storia ed il mio goletto, degli altri figlioli d’una volta.
E dire che voi avete dei pattini per pattinare sul ghiaccio, un maestro che vi insegna quel divertimento come se fosse uno studio, e dei mantelli foderati di pelliccia per coprirvi quando avete finito di pattinare!
Voi sì che siete veramente in grado di fare il confronto tra i ragazzi d’una volta e quelli d’adesso; e dovete sentire una gran gioia per la vostra fortuna, ed una gran riconoscenza pei vostri parenti, pei maestri, per la società, per la provvidenza, che vi rendono tanto felici!
Come il nonno si fece levare un dente
Un giorno il nonno ricevette una lettera da mio fratello, che era in collegio a Vercelli, nella quale il povero ragazzo annunziava d’essere tormentato da un forte dolor di denti.
Il giorno dopo giunse un’altra lettera con una descrizione straziante degli spasimi del malato. Il direttore aveva fatto chiamare il chirurgo dentista, e Mario aspettava con ansietà d’essere visitato.
Il terzo giorno venne una terza lettera.