— Fa come faccio io ogni volta che ho un dente troppo dolente e troppo guasto: vieni dal fabbro.
«Fui un po’ meravigliato, e dissi:
— Dal fabbro? Per farmi levare un dente?
«Ma sì! Vorresti andar dal chirurgo come una donnina?
«A dire il vero, avrei preferito andare dal chirurgo come una donnina. Quel fabbro mi faceva un po’ di paura. Ma il chirurgo era burbero; mi vedeva da parecchi giorni girare per la farmacia col volto sfigurato, ed invece di guardarmi in bocca per veder di guarirmi, mi aveva detto: «Effetto dell’umido; passerà» e non ci aveva badato più. Era anche, per principio, contrario alla estirpazione dei denti. Mi rassegnai dunque ad andare col mio compagno, che mi condusse dal fabbro, in fondo al paese, e gli disse:
— «Lavatelli, c’è un’operazione da fare. Un buon colpo; mi raccomando: è un mio amico.
«Il fabbro, senza neppur guardarmi, andò a prendere uno spago, poi venne da me e domandò:
— «Dov’è questo dente?
«Io glielo mostrai. Egli mi pose in mano lo spago e mi disse:
— Legalo; prendi lo spago nel mezzo, per lasciarmi i due capi della stessa lunghezza.