«Mio padre, che aveva sempre portato il volto sbarbato, come l’ho poi sempre portato anch’io, non poteva soffrire quel mento barbuto, del quale io andavo superbo.

«Un giorno mi disse:

« — Bada, non ti voglio più vedere quella barba da zappatore. Prendi i miei rasoi, e levatela.

«Allora i figlioli, anche grandi, usavano obbedire ai genitori senza rimbeccarsi, e, per quanto il privarmi della barba m’increscesse, non mi venne neppur in mente di volerla portare, dal momento che spiaceva a mio padre.

«Però mi sgomentai all’idea di mettermi sul volto il rasoio, che non sapevo maneggiare affatto, ed osservai:

« — Ma non so fare, babbo. Mi tagliuzzerei tutto il viso.

«Il babbo sorrise, poi mi diede sei soldi e disse:

« — Allora prendi. Questi sono i quattrini. Se ti basta l’animo, va a fartela fare dal barbiere.

«Non capivo perchè mi dovesse bastar l’animo, come se si trattasse di un atto eroico.

«Ad ogni modo, ben contento di poter andare a farmi fare la barba con i quattrini in mano come un signore, e come un uomo, la mattina dopo andai dal barbiere.