«Infatti il babbo tornò, appunto la mattina seguente, mentre noi si stava osservando le stoffe alla gran luce del giorno, nella farmacia.

«Entrò tutto frettoloso ed impensierito, rispose appena in fretta «addio, addio» ai nostri saluti, poi domandò:

— «Che cos’è questa roba?

«La mamma rispose:

— «Sono le stoffe pei vestiti d’Andrea.

«Allora il babbo cercò me cogli occhi, e, guardandomi un po’ accigliato, disse:

— «Eh sì! C’è altro da pensare che a vestirsi ora, figliolo mio! Quelli laggiù sono in mezzo ad una strada; e c’è un povero morto da portare al campo santo.

«Noi restammo tutti sbigottiti senza rispondere. Il babbo riprese, sempre guardandomi:

— «Tu non volevi aver pietà dei superstiti, e compiangevi il povero morto. Ora è proprio il povero morto che ha bisogno di te. Io ho i superstiti da provvedere. E tu, li vuoi dare i tuoi quattrini per i funerali?

«Più tardi deplorai di non aver potuto vestirmi di nuovo; ma in quel momento non sentii altro che un’immensa, un’infinita pietà per quell’uomo che avevo veduto poche volte, ma sempre allegro e sano, e che ora aveva bisogno de’ miei poveri soldi per esser portato al camposanto; e dissi con tutto il cuore: