«Dunque, quella povera ragazza, usciva, calda dopo una giornata di letto, e magari sudata, appena coperta d’una gonnella bianca, e stava ferma delle ore sul balcone, al freddo, col rischio di pigliarsi una polmonite, e d’andarsene all’altro mondo.
«Se avessi potuto vederla l’avrei sgridata severamente, e anche minacciata di denunziarla a sua madre. Ma, naturalmente, non potevo entrare nella sua camera; e denunziarla davvero mi ripugnava, per quanto si trattasse di tutelare la sua salute.
«Ci pensai tutto il giorno, e trovai modo d’impedire che non commettesse più quell’imprudenza, senza farle toccare i rimproveri, e forse qualche scappellotto dalla sua mamma, che le voleva bene, ma era molto severa.
«Pregai tre amici di venire la sera con me a vedere la burattinata in piazza del Rosario, e mi collocai con loro, proprio accanto alla baracca.
«Prima che ci fossimo trovati tutti all’appuntamento, s’era fatto un po’ tardi, e lo spettacolo era già al secondo atto quando giungemmo a posto.
«Guardai subito sul balcone della zia e, per quanto fosse buio, vidi benissimo la figura bianca, che si moveva sul testo dell’oleandro.
«Allora alzai un pochino per di dietro la tela che chiudeva la baracca, per assicurarmi che aveva un pavimento interno di legno, sul quale stavano rannicchiati il burattinaio, ed un suo figlioletto mingherlino, che faceva da suggeritore, e che, dopo il secondo atto, usciva a far la questua tra la folla.
«Sicuro così del fatto mio, mi misi d’accordo coi miei compagni; ci collocammo ai quattro angoli della baracca, ed aspettammo una scena culminante del dramma, quando Florindo e Rosaura, con l’aiuto di Colombina e di Arlecchino, si disponevano a fuggire dalla casa di Pantalone.
«E ad un tratto, sollevammo di peso la baracca, col burattinaio, il piccolo suggeritore, il cesto dei personaggi e tutti; e, fra gli urli della folla, giubilante e plaudente, a quell’improvvisata, trasportammo ogni cosa in quel vicolo stretto e curvo, che mette alla contrada del municipio, mentre il burattinaio si sporgeva fuori della baracca gesticolando disperatamente, con le braccia in alto, e con due burattini per ogni mano.
«Nel vicolo buio lo rimettemmo in terra, avvertendolo con tutto il garbo possibile che, se non sceglieva un altro posto per i suoi spettacoli, sarebbe stato portato in trionfo ogni sera a quella maniera, prima che avesse il tempo di mandare in giro il suggeritore a raccogliere i quattrini.