— Figurati! Lui, che crede che una commedia di burattini basti a mantenere l’ilarità delle ragazze finchè dura la gioventù, penserà che l’opera dell’altra sera debba bastare a farci giubilare pel resto dei nostri giorni.

Mi parve che avesse ragione, e susurrai scoraggiata:

— Allora non gli si dice neppure?

— Io non glielo dico per non sentirmi dare un rifiuto.

— Ma se domanda perchè sono venute le Righi...

— Gli si può dire, come novità del giorno. Ma non ci fondare speranze, sai.

Invece, con nostra grande meraviglia, e con altrettanta gioia, il nonno non discusse neppure quell’invito. Ci domandò a che ora si dovesse andare, e ci avvertì che si dovrebbe tornare a mezzanotte, perchè lui non permetteva che si vegliasse più tardi.

Non mi riuscì più d’ingoiare un boccone, tanto ero eccitata. Un ballo! Continuavo a parlare, a parlare con una vivacità insolita, senza badare a quanto dicevo, come ubbriaca di gioia.

Mia sorella era assai meno allegra. Appena il nonno si alzò da tavola e scese nel suo studio, io dissi alla Giuseppina:

— Vedi? Se non gli si diceva dell’invito, si perdeva il divertimento. Pensa; un ballo!