«Non so come avvenisse, ma bastò quella lezione.

«Il giorno dopo spiccai il salto da me, ed ebbi appena bisogno dell’aiuto dei compagni per tornare a galla.

«La terza volta non ebbi bisogno di nessun aiuto. Sapevo nuotare.

«La mamma, quando le dissi quel fatto si mise di malumore; forse aveva paura per me; ma non me lo disse.

«Mio padre borbottò tutto accigliato: — che ero una testa matta, che avevo arrischiato di rompermi il collo per imparare una cosa inutile, un perditempo...

«Io mi arrischiai a dire:

— Ma ha detto l’altro giorno che anche lei ha nuotato finchè è stato giovane, babbo...

— È vero. Ma non ho cominciato dal salto. E poi, se io ho perduto del tempo inutilmente, non è quello che ho fatto di meglio, e non devi imitarmi. Se hai delle ore di troppo vieni alle carbonaie, che troverai da occuparti meglio.

«Fu tutta la gloria o l’ammirazione che mi fruttò quel mio rapido progresso nella nautica.

«Tenetelo a mente, signorini, che mi fate spendere i quattrini della lezione, e credete di aver fatto molto, e quasi quasi pretendete ch’io vi lodi e vi ringrazi, quando ne avete profittato un pochino.