Non dava nessuna ragione del rifiuto; non c’era mezzo di combatterlo. Mia sorella si limitò a crollare il capo ed a dire che prevedeva che sarebbe andata così. Ma aveva le lagrime agli occhi; e ripetè che non voleva venire al ballo. Io poi, ero disperata di rinunciare al divertimento per quella storia del vestito, e suggerii di far parlare al nonno da qualcuno più influente di noi.
— Se si provasse la signora Giovannina? La stuzzica sempre per la sua età, ma in fondo le vuoi bene. Ha fatta tutta quella cosa della baracca dei burattini per lei...
La Giuseppina stette un minuto perplessa, poi mi approvò:
— Forse hai ragione. La signora Giovannina è la sola che lo possa persuadere. Se si andasse da lei?
Felice di vedere ancora accettato un mio consiglio, e di potere, ad ogni modo, andare a quel ballo, corsi dal nonno a domandargli il permesso di uscire colla serva e con la mia sorella, per fare una visita alla signora Giovannina.
Il nonno si tolse gli occhiali per guardarmi, e cominciò a dire:
— Mi pare una stravaganza.
Ma poi, forse ricordandosi d’avermi dato un rifiuto secco secco un momento prima, si strinse nelle spalle, e disse:
— Ma se vi fa piacere, andate.
Corsi in cucina ad avvertire la serva, che brontolò perchè le si faceva smettere di rigovernare, e ci avviammo.