«Andrea esitò un minuto, poi rispose:
— «No; grazie, zio. Debbo studiare; quest’anno non potrò venire neppure la domenica con lei.
«Allora la mamma, che, come tutti noi, vedeva benissimo che voleva evitarci ad ogni costo, s’avviò verso la sua camera, dicendo:
— «Vieni qui un momento. Ho dimenticata una commissione, e domattina si parte presto. Mi farai il favore di farla tu...
«Andrea la seguì, e stettero circa un quarto d’ora.
«Io sentii che qualche cosa di doloroso mi era accaduto; sentii che quel cugino buono, intelligente, pieno di buone intenzioni e che prometteva tanto per l’avvenire, si era staccato da me; che non dovevo più considerarlo, come l’avevamo considerato fin allora, il mio fidanzato, il compagno del mio avvenire.
«Compresi che facevo una gran perdita, e sentii come uno schianto al cuore.
«Incrociai le braccia sulla tavola, chinai il capo sulle braccia, e piansi in silenzio.
«Mio padre passeggiò un tratto su e giù per la stanza, sbuffando contro il caldo, come se quello fosse il suo solo pensiero; poi, sfiorandomi il capo con la mano, mi disse:
— «Via, non crucciarti. Ne capiterà un altro! Mi dispiace anche a me, perchè era un buon partito. Ma si vede che non ci pensava. Abbiamo preso un granchio.