«Erano tre figliole e quattro maschi.
«Le figlie erano maggiori dei fratelli.
«Le due prime erano sane e belle. La terza era stata colpita a dieci anni da un’artritide deformante, che l’aveva ridotta in uno stato da far pietà: gobba, colle mani contorte e nodose, e quasi inferma. Soltanto il volto aveva serbato una gran dolcezza d’espressione, ed una gran gentilezza di linee; ed i capelli biondi erano così lunghi ed abbondanti, che formavano come un cimiero troppo grave, per quel povero capino delicato dell’Editta.
«La signora Ripamonti era una buona donna, ma d’un’intelligenza assai limitata. Era di Biandrate, figlia d’un possidente rozzo, che non le aveva data nessuna istruzione, oltre quella che aveva ricevuta alla scuoletta comunale del villaggio, in quei tempi, quando le maestre non avevano bisogno di diplomi, e ne sapevano abbastanza se riescivano a scrivere una lettera, ed a fare le quattro operazioni aritmetiche.
«Ripamonti l’aveva sposata, perchè appunto era figlia d’un ricco possidente.
«Ma quel possidente, che non era una gran testa neppur lui, s’era sempre lagnato di non aver altri figli che quella ragazza; ed aveva dichiarato di voler lasciare a lei, soltanto la parte che le spettava a titolo di legge, e di voler legare il grosso del suo patrimonio ai discendenti maschi.
«Se sua figlia aveva dei maschi, come era da sperare, essi erediterebbero la sostanza del nonno materno, coll’obbligo di portarne il nome, unito a quello del padre: Ripamonti-Pratinelli.
«Se per disgrazia sua figlia non aveva figli maschi, gli eredi sarebbero i figli d’un fratello di lui, dei veri Pratinelli, due ragazzoni robusti, che promettevano di godere a lungo i quattrini dello zio.
«Si può figurarsi con che ansietà il signor Ripamonti, un piccolissimo proprietario, che cavava appena da’ suoi fondi, tanto da vivere, aspettasse d’esser padre d’un bel maschiotto, Ripamonti-Pratinelli, ed anche Gaetano, perchè, per abbondare di cortesia, contava di farlo tenere a battesimo dal suocero e di dargli il suo nome.
«La sposa pregava il Cielo con fervore che le mandasse un bambino.