— Un insulto addirittura..... Malcreato! E dire che vi sarà una povera signorina che sposerà un facchino di quella sorta.
— L'avrà magari già sposato.
— Oh Dio, no! «Prendendo moglie si fa giudizio». Ma anche il sapere che ha trattato così da giovanotto, gli fa torto. Pensi se gli toccasse un giorno o l'altro di imparentarsi con una sua amica, ed essere presentato a lei dinanzi alla moglie. Che figura ci farebbe lui. E che scena!
— La moglie non ne saprebbe nulla.
— Che! certe cose non isfuggono. Ma lei è sempre agitata. Posso offrirle un po' di vermouth?... No? Un caffè? Un tè? Allora una goccia d'acqua di tutto cedro?
E tirarono in campo la rosoliera e centellarono il calmante zuccherino; ed intanto una interrogava, e l'altra narrava come fosse uscita a quell'ora del mattino, — era mezzodì, — per fare qualche spesuccia; e come, appena fuori, avesse scontrato quel tale, che le si era posto dietro; — e come lei, trovandosi lì presso, si fosse affrettata verso casa Zeta, e mentre svoltava nella porta lui si fosse accostato togliendosi il cappello come per rivolgerle la parola, e lei via su per le scale...
Ma omai era più di mezz'ora che era salita; l'importuno aveva avuto tempo d'annoiarsi aspettando e d'andarsene; poteva avventurarsi ancora in istrada. Suo marito l'attendeva a colazione.
— In questo caso la lascio andare; ma non sola; mio marito l'accompagnerà.
E la signora Zeta suonò il campanello e domandò alla cameriera:
— È in casa il signore?