— Eccomi giunta, — disse la bella dama bionda fermandosi ad un portone. — Ma, spero, non mi pianterà qui sulla porta. Favorisca, la prego. Potrei trovare il mio persecutore sulla scala.
— La civettuola! Ha paura di non trovarlo, e vuol assicurarselo, — pensava caritatevolmente il marito esemplare. — Ed io che credevo d'aver ad espugnare una fortezza! Ecco l'onestà delle dame.
E, con onestà da cavaliere, salì gongolando come un conquistatore, dall'amica di sua moglie.
La signora traversò l'anticamera, l'antisala, il salotto, e tirava innanzi. Il cavaliere credette conveniente fermarsi; per la prima visita....
— Favorisca, favorisca; la tratto in confidenza, — disse la signora sorridendo sempre.
Il cavaliere leale si slanciò coll'entusiasmo d'un Don Giovanni; ma rimase come la statua del commendatore.
La bella dama lo introdusse nella camera da pranzo, e là gli presentò una specie di colosso sui cinquant'anni, con una di quelle faccie burbere con cui non si fa celia.
— Mio marito, — disse graziosamente. Poi rivolgendosi al marito, — il signor Zeta, che adora il bezigue e desidera di fare con te la tua lunga, lunga partita tra la colazione ed il pranzo. — È un pezzo che mi perseguita... per riuscire a questo.
Gli uomini masticavano dei grazie, ed ho piacere di fare la sua conoscenza, ed il piacere è tutto mio, e s'accomodi, ecc. E la signora proseguiva:
— Ecco il tavolino, le carte. E mentre il signor Zeta si diverte un paio d'ore con te, io vado a pigliare la sua signora per far delle visite insieme..