A me i pensieri seri non mancavano. — Avevo niente meno che da risolvere il problema di andar vestita, bene o male, di calzarmi, e di non gelare, senza spender denaro.
Ma tuttavia avevo diciotto anni. — Due, tre, quattro uomini, dieci, mi sembrarono insolenti e brutali colle loro parole galanti. Poi ne venne uno che non mi sembrò insolente nè brutale. — Era giovane, serio; per un pezzo mi seguì senza dirmi nulla, mi guardava soltanto; ed io la notte, nella mia stanza solitaria e fredda, rivedevo quello sguardo che la riempiva di calore e di luce.
Poi un giorno, entrando a pranzo dalla padrona di casa lo vidi là, alla tavola della pensione. — Aveva veduto dove abitavo, ed era venuto; s'era anche collocato accanto a me. Non mi aveva parlato brutalmente in istrada. Aveva presa una via lunga, mi si presentava come si usa tra gente ammodo. — Gliene tenni conto; forse troppo.
Mi sentivo autorizzata a discorrere con lui come cogli altri della pensione; e ne profittai. — Mi gettai a capo fitto in quella prima gioia; il mio cuore, giovane e caldo, sussultava alle sue parole. — M'innamorai pazzamente, sinceramente.
Oh, se m'avesse veduto la mia mamma, uscire, di sera, con quel giovane, rientrar tardi, agitata, impaurita, coll'anima combattuta tra la passione ed il rimorso.
Come avrebbe, ripetuto, povera donna, che gli impieghi di quella sorta si dovrebbero dare soltanto alle ragazze che hanno la famiglia in città, che vanno all'ufficio accompagnate dalla mamma, e che per giunta non sono più giovani. E che sarebbe stato meglio accontentarmi del posticino di maestra in paese a trecento lire, e vivere tutti uniti!
Ma la mamma era lontana: io era sola, innamorata, e senz'altro conforto al mondo che quell'amore.
Non serve dir altro. È la storia di molte ragazze indipendenti, e disgraziate.
Speravo che mi sposasse; il matrimonio rimedia a tutto. — Ma un bel giorno mi scrisse che affari di famiglia lo chiamavano in provincia presso i suoi parenti. Non sapeva quando tornerebbe. Suo padre era rigorosissimo. Non osava dirmi di scrivergli perchè in casa sua, se si fosse scoperta la nostra relazione, guai! Mi amava sempre; gli doleva di lasciarmi; ma contro l'impossibile non si può andare.... ecc., ecc. Di matrimonio neppure una parola, neppure una speranza lontana. — M'abbandonava.
Rimasi come fulminata. — Non me l'aspettavo, avevo riposta in lui tutta la fiducia de' miei diciott'anni. Ero colpevole per lui; era lui che doveva redimermi. Questo mi sembrava giusto, e credevo che quanto era giusto si dovesse fare. Fu un balzo doloroso. Dal colmo della fede, alla delusione assoluta, senza speranza.