— «Ah!, la signora si atteggia a Lucrezia Romana? — Ma io possiedo un grazioso epistolario, tutto scritto da lei, virtuosa signora; una raccolta di letterine che tengo preziose e di cui non mi priverei che dietro il grande compenso d'una sua visita, signora Lucrezia, oppure per farne un dono al suo caro Tarquinio. Se domani alle due Ella non sarà venuta a domandarmele, io manderò il piego a suo marito, e gli dirò: — Questa donna che voi chiamate vostra....»

Quella minaccia mi atterrì. — Se avesse parlato di uccidermi, di uccider sè stesso, m'avrebbe impaurita meno. Nell'esaltazione del mio spirito, avrei preferito un delitto, un rimorso eterno, alla vergogna dinanzi a Marco; al disprezzo di quell'uomo che ammiravo come un Dio, e adoravo come un amante.

Uscii di casa sola, paurosa, febbricitante, nascondendomi come un'adultera, ed andai a quell'appuntamento per ricuperare le mie lettere, il mio onore, l'onore di mio marito e di mio figlio. — Era per Marco che facevo quel passo; per la sua pace, per non espormi al suo disprezzo; che so io? perchè lo amavo, ed avevo paura.

Edmondo mi aspettava in un tratto isolato dei bastioni di porta San Celso.

Fu una scena ignobile ed umiliante. Quell'uomo a cui avevo dato il diritto di non rispettarmi, abusava della sua posizione con preghiere oltraggiose, e scusava l'insulto presente col ricordo d'un passato che era un altro insulto.

Ritornai di là senza aver nulla a rimproverarmi, lasciandolo irritato, respinto; ma sentendomi avvilita, scontenta di me.

Per indurlo a non rivelare a Marco il segreto colpevole del mio passato, avevo dovuto scendere ad una transazione, indegna d'una moglie onesta.

Egli non aveva voluto darmi che una sola lettera; la prima che gli avevo scritto:

— Sentite — m'aveva detto. — Se volete ch'io vi rispetti, dovete essermi indulgente. Io vi adoro, sono pazzo; abbiate pietà di me. Venite qui ogni volta ch'io vi chiamerò, ed io m'accontenterò d'adorarvi come la Madonna sull'altare; ed ogni volta che verrete vi renderò una delle vostre lettere. Quando non ce ne saranno più non verrete più; lo so; ed allora sarà di me quello che Dio vorrà. Ma finchè le tengo queste caparre, dovete venire; lo voglio. — E se una volta mancherete al mio invito, io manderò le lettere che mi rimarranno a vostro marito; e lui vi scaccierà, vi disprezzerà perchè l'avete ingannato, e quando vi troverete sola, senz'appoggio, senza risorse, dovrete per forza rivolgervi a me....

Nè ragionamenti, nè suppliche erano valsi a dissuaderlo da quel proposito; ed io avevo dovuto promettere che andrei, come una colpevole, come un'innamorata, a riconquistare ad una ad una le mie lettere a prezzo, se non del mio onore, del mio decoro.