— Fuoco! Fuoco! Siamo circondati dalle fiamme!
E la sua voce cavernosa aveva preso un accento così spaventosamente vero, che il pubblico impaurito rispose con grida di terrore, balzò in piedi, rovesciò le panche, ed urtando, calpestando tutto, si precipitò fuori, pazzo di terrore, credendo che fosse realmente incendiato il teatro.
Naturalmente quel successo impreveduto troncò netta la carriera drammatica di Tobie Reed, e le simpatie del capocomico per lui. Egli lo riprese severamente, lo chiamò vecchio imbecille, e lo rimandò con disprezzo ai suoi lavori manuali.
Fu un avvilimento profondo per Tobie. Avevano forse ragione la Bess ed i suoi amici. Egli aveva una voce cavernosa che impauriva la gente. Doveva rinunciare a recitare; rinunciarvi per sempre, perdere la speranza che aveva vagheggiata per tanti anni.
Ne era profondamente desolato. Ma d'altra parte riconosceva che la sentenza che lo colpiva era giusta; egli aveva veduto con sgomento la catastrofe suscitata in teatro dalla sua comparsa; aveva constatati i danni; non c'era a dire; meritava d'essere espulso; ma era un gran dolore, un gran dolore!
Soltanto Tobie non riesciva a comprendere come mai — dopo averlo respinto dalle scene con tanto sdegno e tanto perentoriamente — ogni volta che si rappresentava l'Amleto il capocomico tornasse ad agitare fra sè la stessa questione: «Tobie or not Tobie!»
Che volesse prenderlo un'altra volta nella compagnia? Riammetterlo alla difficile prova? Non era possibile; lo aveva chiamato vecchio imbecille; gli aveva imposto severamente di non comparirgli più dinanzi. Eppure tratto tratto era là daccapo, perplesso, inquieto, a ripetere:
— Tobie or not Tobie; that is the question.
A forza di pensarci, il povero Tobie ne perdeva la testa; vaneggiava. Associava quella scena coll'altra del cimitero, e si faceva delle idee sempre più confuse e truci. Finì per immaginarsi che il sovrano suo signore, ch'egli aveva servito così poco, e che ora confondeva con Amleto, lo avesse condannato a morte per punirlo della scena dell'incendio, ed avesse ordinato a' suoi sgherri di portargli la testa del colpevole decapitato.
E Tobie era in grado di riconoscere meglio di chicchessia, che il sovrano aveva le sue buone ragioni per dubitare dell'identità del cranio che gli dava il becchino, e per domandare ripetutamente se proprio era «Tobie or not Tobie».