— Chiodo scaccia chiodo — dicevano i suoi compagni. — L'idea fissa del fonografo gli farà passare quell'altra di recitare. Ma sarà pazzo egualmente. Soltanto avrà cambiato pazzia.

Invece quando i fonografi sgombrarono il teatro, Tobie non ne parlò più; ed al desiderio di diventare attore drammatico non fece più la menoma allusione. Si era fatto serio, tranquillo; lavorava assiduamente. Guarito da quelle idee strane, era un buon operaio ed un buon marito.

Al teatro si diceva per celia:

— Ecco la prima utilità del fonografo. Ha guarito un pazzo. Forse la serietà di quella scoperta e di quelle dimostrazioni scientifiche gli ha raddrizzata la testa.

Era questo un risultato non preveduto dal signor Edison; ma un risultato buono, ad ogni modo; e gli amici di Tobie se ne rallegravano. Ma era un'illusione, se ne accorsero ben presto.

Un giorno, circa un mese dopo gli esperimenti del fonografo, la Bess si vide portare a casa il marito sopra una barella tutto insanguinato. Era caduto dall'alto d'una scala a pioli sulla quale era salito per disporre i sipari del teatro; era precipitato in orchestra e s'era ferito gravemente al capo, battendo la fronte contro un leggio di ferro.

Quando lo deposero sul letto, era svenuto. Il medico dichiarò che la ferita era mortale, e non diede nessuna speranza.

La Bess mandò a chiamare un cugino del marito Seth Reed, il solo parente ch'egli avesse. Dopo circa un'ora, Tobie si risvegliò dal suo abbattimento, riconobbe il cugino e la moglie, e stese loro le mani; ma ebbe appena il tempo di dire:

— Udite, udite. Questa è la mia ultima volontà. Tagliatemi la testa, e portatela al teatro di Walnut-Street per fare il cranio nell'Amleto.

Ricadde sul guanciale; gli prese il rantolo e mezz'ora dopo spirò.