La mania di Tobie Reed non era guarita affatto. Egli visse e morì nella sua idea fissa di diventare attore drammatico. Soltanto si era tranquillato perchè, una volta persuaso di non poterci riuscire da vivo, aveva pensato un modo per riuscirci almeno dopo morto, mettendo sulla scena il suo povero cranio. E questo lo appagava.

Pur troppo, mia cara, il mio racconto è finito, e debbo riconoscere che non ha un bel finale d'effetto; anzi non ha finale addirittura, e termina meschinamente a coda di sorcio. Ma le cose vere non sono mai così bene organizzate come i vostri fatti da romanzo, immaginati apposta per fare impressione a chi li legge. La realtà non mira a far impressione; è quel che è; e per questo i romanzi piacciono quasi sempre di più.

Ad ogni modo, io t'ho dato un tipo abbastanza originale. Se ti riesce di creargli intorno un romanzo, una novella, qualche cosa, non mancare di spedirmene una copia, la prima. Ho tanto bisogno di distrazioni contro la nostalgia che mi tormenta! Tanto, che t'ho scritto una serie di pagine abbastanza scipite per ingannare la noia di un lungo pomeriggio, a rischio di triplicare il porto della mia lettera.

Saluta tuo marito per tutti noi, dammi notizie di voi altri e della mia cara Milano, e credimi

Tua di cuore
Maria T.

LETTERA SECONDA.

Filadelfia, 10 aprile 1879.

Cara,