Il sexton (custode del cimitero) li aveva uditi, ed era corso a chiamare due roundsmen (uomini della polizia che fanno ronda durante la notte). Egli sapeva che a quell'ora avevano l'abitudine di fare una lunga sosta ad una birraria poco lontana, ed infatti aveva avuto la fortuna di trovarli.
I colpevoli erano stati arrestati e frugati. Ma non s'erano trovati addosso a nessuno dei due, nè oggetti funebri, nè oggetti di valore di nessuna specie.
Non spettava ai roundsmen d'interrogarli, nè di fare ispezioni nelle loro case. Si limitarono a condurre i due arrestati alla questura, ed a farvi la loro deposizione.
Al mattino, ed appunto mentre il police sergeant stava ricevendo quella deposizione, si presentò all'ufficio di polizia il sexton per annunciare che la tomba della vedova Blounty sembrava essere stata aperta. La cancellata di ferro che la circondava era intatta; era bassa, ed i ladri potevano averla scavalcata; ma la tavola di marmo che chiudeva l'ingresso del sepolcreto era stata sollevata; o almeno s'era tentato di sollevarla, perchè si vedevano alcune scheggie staccate, al punto in cui era stata introdotta la leva fra le commessure.
Il police sergeant accorse subito sul luogo con due periti, per rilevare se, e con quali mezzi, fosse avvenuta la violazione della tomba. Ed infatti si constatò che la pietra sepolcrale era stata smossa. Ma restava a sapere se i ladri erano riusciti ad introdursi nella capella mortuaria, a forzare quella cassa tanto gelosamente chiusa. Si poteva presumere di no, dacchè nelle perquisizioni fatte all'atto dell'arresto sulla persona dei colpevoli, e nella mattina alle loro case, non s'era trovato nessun gioiello. Tuttavia bisognava procedere all'esame dei luoghi.
Furono chiamati immediatamente gli eredi della Blounty; alle sette essi giunsero in carrozza. Allora fu sollevata la lastra di marmo, e la visita giudiziaria discese nella camera funebre. Ma gli eredi mandarono un grido d'orrore appena la luce delle lampade portate da due policemen rischiarò il sarcofago. Era scoperchiato, ed il coperchio di marmo giaceva in terra.
«. . . . . . Dall'un canto
Dell'avello solitario
Sta il coperchio rovesciato...»
Ma l'avello non era solitario; non era la morta che s'era risvegliata. Anche la cassa di ferro era stata forzata tutt'in giro dov'era saldata. I periti dichiararono che l'operazione doveva essere stata compiuta con uno scalpello tagliente, sul quale s'era picchiato con un martello o con un sasso; e non poteva essere stata fatta in meno d'un'ora, dato che ci avessero lavorato due persone.