L'indomani al mattino Seth venne a prendermi. Andammo insieme al cimitero, e proponemmo al sexton la cosa. Era vecchio, ma forte; e poteva benissimo fare tutto come avrebbe fatto Seth se ne avesse avuto il coraggio.

Gli offrimmo una lira sterlina, poi due, poi tre; poi tutto il poco denaro che avevamo raggranellato fra tutti e due per le spese di nozze.

Ma fu inutile. Quell'uomo non volle saperne; e non solo ricusò di prestarci aiuto, ma anche di lasciar adempiere a noi quel sacro dovere.

— Diteci a chi dobbiamo ricorrere — domandai — ed otterremo il permesso.

Il sexton si mise a ridere; egli gridava:

— Il permesso di tagliare la testa ad un morto! Ma questa donna è pazza. Nessuno vi darà mai questo permesso.

Seth voleva rinunciare alla cosa. Diceva:

— Vedi bene che non si può.

Ma io avevo la mia risoluzione nel cuore, ed insistetti presso il becchino.

— Non c'è nessun mezzo per far questo? Io sono disposta a dare tutto quello che possiedo, ad espormi a qualunque pericolo. È l'ultima volontà d'un moribondo, il suo testamento. Io ho trascurato di obbedirlo, ed ora la sua anima è in pena, e forse non avrà più pace finchè non avremo eseguito quel comando. Il suo spirito è venuto a ripeterlo dopo un anno; lo abbiamo udito tutti e due. È un ordine del Signore. Aiutateci per carità.