— A Dio. Era quella sera orrenda. Seth era partito. Io ero sola, ed in preda di una paura atroce. Avevo paura della cassa; avevo paura del mio stesso progetto d'andare l'indomani dal sexton per far tagliare la testa al morto. Allora presi la Bibbia, cercai il libro di Tobia; perchè il povero morto si chiamava anch'esso Tobia, e pensai nel mio cuore: «Il primo versetto che mi verrà sott'occhio, aprendo la pagina, mi dirà quello che debbo fare, e lo farò». Apersi la Bibbia colla mente rivolta a Dio, e col proponimento fermo, e lessi subito:

«Ma Tobia, temendo più Dio che il re, involava i corpi dei morti, e li nascondeva in casa sua, e nel mezzo della notte li seppelliva».

Era chiaro; Dio voleva ch'io facessi come Tobia temendo più il suo ordine divino che le leggi umane. Fu allora che mi proposi di fare ad ogni costo quanto mi aveva comandato la voce del morto; ed affinchè nè Seth nè altri potesse persuadermi del contrario, mi obbligai con un giuramento. Posi una mano sulla Bibbia e dissi forte:

«Giuro che lo farò; e, finchè lo spirito mi ha parlato in essa, non abbia trovato la pace eterna nessuno aprirà questa cassa.»

E poi, pensando che Seth avrebbe potuto cercare ancora di aprirla, per evitare ogni controversia, la nascosi in luogo sicuro.

Il giudice ascoltava l'imputata con un'attenzione che tradiva una certa deferenza. Egli cominciava a vedere qualche cosa di ideale in quei due popolani che aveva creduto dapprima due ladri volgari. Forse non era più così profondamente convinto della loro colpabilità, e si insinuava nel suo spirito la persuasione che l'ignoranza, la superstizione, un sentimento religioso esaltato, avevano potuto avere una gran parte nei fatti per cui quei due giovani erano processati.

Come quasi tutti gli Americani, il giudice non aveva una fede molto profonda nella missione divina e nelle facoltà divine dei sacerdoti. Ma gli premeva di indurre la Bess a produrre quella cassa che aveva potuto esercitare un'influenza così grande su lei e sul suo fidanzato, e per questo secondò i suoi scrupoli religiosi.

— In una circostanza tanto grave — le disse — in cui si tratta della vita d'un uomo, io credo fermamente che la Chiesa possa sciogliervi dal giuramento che avete fatto.

— Chi me lo assicura? — domandò la Bess agitatissima, evidentemente combattuta tra il desiderio di giustificarsi e la paura di commettere un peccato enorme, com'era ai suoi occhi quello spergiuro.

— Un sacerdote potrebbe assicurarvene. Non c'è un clergyman in cui abbiate fede?