Si chiamò la cuoca, si scambiarono domande ed offerte, ed il maestro finì per pagare due lire e cinquanta centesimi quegli alari, che risalirono trionfalmente i tre piani da cui erano discesi, ed uno di più, e furono accolti dalla signora Cavalletti coll'entusiasmo con cui si accoglie l'appagamento d'un ideale.
Quel giorno la serva rientrando dal mercato, i ragazzi e le giovinette tornando dalla scuola, trovarono i bambini in capo alla scala, che, cogli occhi luccicanti ed il sorriso che scopriva i dentini bianchi, facevano a chi darebbe primo la grande novella e gridavano tutti col più alto tono della loro vocina:
—Sai che ci sono gli alari! Ci sono gli alari!
I nuovi venuti, senza nemmeno posare il cappello, colla cartella dei libri a tracolla, correvano a vedere, e tutti gli altri dietro per gioire della loro ammirazione. Anche il maestro, che aveva fatto l'acquisto, quando giunse a pranzo ricevette da tutta la famiglia in coro il grande annunzio, e sebbene rispondesse ridendo: «Li ho comperati io», dovette andar a vedere gli alari a posto nel camino spento, salvo ad ammirarli dopo pranzo nell'esercizio delle loro funzioni. Quel giorno il desinare fu corto. Tutti erano impazienti di dar fuoco alle legna. E la sera nessuno ebbe sonno, nessuno si tinse le mani, la signora Cavalletti non ebbe nulla da fare col fuoco, che crepitava allegro fra rami e ceppi solidamente sorretti dagli alari. Tutta la famiglia, raccolta intorno al camino, apprezzava la nuova agiatezza che s'era procurata, e ne godeva.
—Era una spesa necessaria, diceva il capo di casa.
—E ne avremo finchè vivremo noi, e poi li lasceremo ai nostri figli, soggiungeva la madre.
—Così il caminetto fa buona figura, osservavano le ragazze, e se capitasse qualche amico, non si avrebbe a tremare di vedergli rovinare il focolare domestico sulle scarpe, per disgustarlo delle gioie della famiglia.
E capitò infatti qualcheduno, e si fecero cuocere le castagne per festeggiare l'acquisto degli alari.
Tutti si coricarono tardi, ben riscaldati e contenti; il fuoco, che era stato fino allora una fonte di lagnanze, di disturbi e di liti, divenne un elemento di benessere nelle serate d'inverno, e la famiglia Cavalletti, dopo l'acquisto degli alari, ebbe un desiderio di meno ed un piacere di più.
L'inquilino del terzo piano era un romanziere; uomo d'ingegno, di spirito, colto, amabile, riesciva piacevolissimo in compagnia. Aveva la moglie ed una figliola di sedici anni, colte esse pure, che sapevano intrattenere il capo di casa, e tenergli testa nelle conversazioni, spesso un po' fantastiche, un po' sottili, colle quali rallegrava, e qualche volta turbava anche, le sue serate domestiche. Il dottor Valeri passava spesso la sera dal signor Carpi, che abitava il primo piano del casamento: un riccone che aveva molti quattrini e li spendeva allegramente.