«Appena uscirono nei giornali alcuni articoli che parlavano del mio successo da artista, io glieli mandai superba di offrire a lui quel primo trionfo. Egli me li rimandò con una carta da visita in cui mi pregava di non tenermi vincolata dalle promesse scambiate con lui, perchè egli aveva creduto di fidanzarsi con una giovine onesta e non con una commediante. Oh il pregiudizio!

«Disillusa di tutto, m'innamorai sempre più dell'arte, ed in essa almeno trovai un compenso. Mi feci quel po' di riputazione che ho, e la feci presto.

«Ora viene la storia dello spasimante ricco e nobile. Ce n'è sempre almeno uno nella storia delle donne di teatro, ed è sempre stato respinto. Soltanto, il mio, che era più ostinato degli altri, quando vide che non poteva giungere a me per le vie storte, prese quella retta del municipio, e mi domandò in moglie, a condizione che lascerei il teatro sposandolo. Risposi che lo sposerei a condizione di non lasciare il teatro. Egli si offese; se ne andò infuriato; non voleva più vedermi. Ma dopo una settimana tornò pentito, accettò le mie condizioni, e mi rinnovò la proposta. Gli domandai un giuramento che non mi farebbe lasciare il teatro, e giurò sul suo onore. Ci sposammo a Firenze.»

A questo punto del racconto mi si strinse il cuore.

— Siete maritata? esclamai dolorosamente rizzandomi in piedi.

— Abbiate un po' di pazienza, rispose Vittoria prendendomi la mano ed obbligandomi a sedere di nuovo. State a sentire.

«Dopo la cerimonia mi disse che aveva combinato tutto in segreto pel viaggio di nozze, perchè contava di farmene una sorpresa. Mi conduceva a Parigi ed a Londra. Non s'era mai parlato di quel viaggio.

«Io non posso; debbo recitare doman l'altro, gli dissi. C'è una commedia nuova.

«Ma che! Ormai ero una signora, ero entrata in una famiglia nobile; non era più decoroso che io continuassi a recitare. Sì, egli aveva giurato per farmi piacere; ma quello era un capriccio da fanciulla. I suoi parenti non potrebbero tollerarlo... Egli voleva bastar solo alla mia felicità...

«Ed invece no, non mi bastava. Amavo l'arte con passione, e poi mi offendeva il vedermi ingannata così.