Flaviano
(entrando pel primo, e parlando sottovoce a Giovanni.) La situazione te l'ò già posta nettamente dinanzi agli occhi. Sai quello che ài da dire, da fare, da pretendere. (Vede Alessandro, si ferma, saluta con un cenno del capo).
Giovanni
(dopo aver esitato un poco, come dominato da Flaviano, si dirige ad Alessandro e gli stende la mano. Poi, commosso, a bassa voce) Perdonami.... Ti ò dato un gran dolore, jersera.... Non dovevo, jeri, un giorno di tanta letizia per te....
Flaviano
(a sè) (È meraviglioso! Gli è ancora debitore lui!)
Giovanni
(c. s.) Che vuoi, ò perduta la testa.... Il dolore e l'ira mi ànno accecato.... Ma il colpo fu troppo forte.... Non me lo meritavo.... Le ò voluto tanto bene, ò fatto per lei tutto quanto ò potuto.... le ò dedicato tutto me stesso.... Non me lo meritavo, non ce la meritavamo, io e tu, tale ricompensa.... (Piange).
Flaviano
(seccato, per intervenire) Ora....